Carlo Fruttero La Stampa, 21/01/2003, 21 gennaio 2003
Un piccolo tulipano si può anche perdonare, La Stampa, 21/01/2003 A sentirsela raccontare così, per telefono, poteva sembrare ciò che si chiama una «provocazione»
Un piccolo tulipano si può anche perdonare, La Stampa, 21/01/2003 A sentirsela raccontare così, per telefono, poteva sembrare ciò che si chiama una «provocazione». I due onorevoli che intendono chiedere la depenalizzazione del furto non li nominerò, perché la «provocazione» è spesso anche un modo per far parlare di sé, suscitare scandalo, essere invitati a qualche dibattito televisivo, mostrare ancora una volta la propria faccia ad una massa di spettatori. Ma poi, leggendo le loro dichiarazioni, si capisce che quei due stanno facendo sul serio, la proposta di legge è in bene articolata lavorazione, prima o poi arriverà in Aula, sarà forse discussa, susciterà accese argomentazioni pro e contro, avrà magari il supporto dei radicali. L’idea appartiene chiaramente al filone satirico-fiabesco della letteratura, discende da Swift, Voltaire, Butler, Calvino, Flaiano, Ceronetti, e da Pinocchio, beninteso. Ma è anche imparentata alla lontana con autori meno divertenti. Stalin che, disponendo di milioni di dissidenti inoperosi gli fa scavare un’interminabile canale a 30 gradi sotto zero. Hitler che, trovandosi tra i piedi il problema degli ebrei, lo risolve sterminandoli tutti. Il povero Mussolini che dichiara guerra alle mosche. il delirio del pragmatismo: poiché ci sono tanti incidenti di montagna, seghiamo le montagne. Questo tipo di follia, ben noto agli psichiatri, spunta ogni tanto tra le pieghe della vita democratica e si chiama in politichese «presa d’atto». Oltre il 90 per cento dei furti restano impuniti? Prendiamone atto e aboliamo il reato di furto, diamogli addirittura un altro nome, più gentile, più simpatico, il nome di un fiore per esempio, violetta, ranuncolo, gardenia... «E suo marito come sta, signora? E’ un po’ che non lo vedo». «Cosa vuole, ha fatto un piccolo tulipano e l’hanno messo alle strisce pedonali ad aiutare le vecchiette». Una depenalizzazione del genere non sarà per fortuna mai accettata, né da quel 90 per cento di vittime che si rodono le nocche dall’impotenza, né dal presidente di una Repubblica che diventerebbe ufficialmente la Repubblica dei ladri. Mentre il taglio della mano previsto dalla legge islamica non sembrerebbe più, a certuni, un castigo così barbaro, così crudele. Carlo Fruttero