MACCHINA DEL TEMPO agosto 2005, 3 novembre 2005
La salute viene definita da diverse leggi, tra cui la 833/78 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, come lo ”stato di benessere fisico e psichico”
La salute viene definita da diverse leggi, tra cui la 833/78 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, come lo ”stato di benessere fisico e psichico”. In questa definizione rientra a pieno titolo la medicina estetica nelle diverse specialità in cui essa si articola. Peraltro la medicina estetica ha diverse motivazioni che possono andare dalla rimozione di rilevanti e visibili malformazioni (cicatrici, parti del corpo sfigurate, gravi obesità, ecc.), altre volte sono dettate da una cultura della ”bellezza fisica” considerata come valore prioritario rispetto al altri ed eretto quasi ”a culto del corpo”. Concentrandosi sull’aspetto economico si possono fare le seguenti considerazioni: la medicina estetica è in forte aumento, risponde a bisogni ”percepiti” sempre più diffusi, genera un volume di affari di parecchie centinaia di milioni di euro nel nostro Paese. Inoltre essa ha anche un valore sul piano del progresso delle conoscenze. Anche se in misura minore rispetto ad altri campi della medicina, le esigenze e il giudizio dei pazienti contribuiscono a sviluppare le conoscenze per risolvere problemi che poi possono essere estesi ad altri campi, ad esempio a coloro che sono rimasti sfigurati durante incidenti, incendi o altri eventi. Va inoltre sottolineato che gli interventi di medicina estetica hanno costi elevati e si rivolgono a gruppi di persone che hanno un’alta capacità (e disponibilità) a pagare. Da qui nasce un’idea innovativa: è possibile collegare il valore e la ricerca dell’estetica ai valori della solidarietà. Se si chiedesse a coloro che si sottopongono a interventi di medicina estetica di dare volontariamente un contributo aggiuntivo a un ”fondo speciale” per combattere malattie endemiche gravi in Paesi poveri si avrebbe sul piano economico un notevole effetto moltiplicatore. Persone per le quali il ”sacrificio marginale” di 100, 200 euro è basso, potrebbero contribuire al benessere di persone il cui ”beneficio (o utilità) marginale di quelle somme è elevatissimo.