Marco De Martino, ཿPanorama 4/1/2004. pag. 138, 4 gennaio 2004
Il professore Terry Pettijohn, del Mercyhurst college in Pennsylvnia, ha creato un indicatore, detto Pmoy (sta per «Playmate of the year»), che mette in relazione la ragazza scelta ogni anno dalla rivista ”Playboy” con l’andamento dell’economia: quando i tempi sono più duri le playmate tendono a essere più alte, più pesanti, più mature e con meno fianchi della media
Il professore Terry Pettijohn, del Mercyhurst college in Pennsylvnia, ha creato un indicatore, detto Pmoy (sta per «Playmate of the year»), che mette in relazione la ragazza scelta ogni anno dalla rivista ”Playboy” con l’andamento dell’economia: quando i tempi sono più duri le playmate tendono a essere più alte, più pesanti, più mature e con meno fianchi della media. Quando invece l’economia gira bene le modelle hanno più curve e sono più giovani: più adatte alle esigenze riproduttive, trascurate nei periodi di magra». Il preofessore spiega che «nelle fasi di difficoltà cerchiamo donne indipendenti, capaci di prendersi cura di se stesse, magari anche di noi maschi. Quando invece torna ma prosperità ci guardiamo intorno con più leggerezza». Per trovare il legame tra ”Playboy” e l’economia Pettijohn ha analizzato 40 anni di collezione della rivista, dal 1960 al 2000. Di ogni playmate ha annotato età; altezza, misura del busto e dei fianchi, rapporto fra questi, indice della massa corporea e lunghezza degli occhi. A controprova della sua tesi, il professore cita le playmate del 1963 e del 1964, gli anni del boom economico: June Cochran fu la più leggera (46 chili) e Donna Michelle, 18 anni, la più giovane.