Il Messaggero, 6 ottobre 1970, 6 ottobre 1970
il prezzo del dolore L’ha detto e l’ha fatto. L’ottuagenario cavaliere Ernesto Fallarino è passato all’attacco
il prezzo del dolore L’ha detto e l’ha fatto. L’ottuagenario cavaliere Ernesto Fallarino è passato all’attacco. Ha scoperto, tramite il suo legale, che anche l’appartamento di via Puccini apparteneva alla figlia Anna e ora ne rivendica la proprietà e l’usufrutto, secondo la quota che gli spetta. Dodici giorni fa il padre della marchesa Anna aveva, nel corso di una intervista, rivelato molti particolari inediti sui personaggi principali (e di contorno) della strage di via Puccini. Forse aveva insistito, con una punta non maliziosa di ingenuità, sul tipo di antagonismo fra le sue figlie, Velia e Anna, ma in generale era stato sereno e distaccato parlando di Camillo Casati (...). Questi giudizi avevano scatenato il risentimento della marchesina Anna Maria, che aveva telefonato l’indomani al cavaliere dicendo: «Non doveva parlare. Ora che l’ha fatto per prima cosa le sospendo l’assegno mensile che mio padre aveva autorizzato in suo favore, poi al resto penserò come meglio credo. (...) Dei Casati non mi importa niente. giusto di sua figlia Velia che lei non si deve assolutamente permettere di dire una sola parola». Dopo la sfida lanciata dalla marchesina il cavaliere si era riproposto di mettersi in corsa per partecipare alla spartizione della torta rappresentata da tutto l’asse ereditario dei Casati Stampa di Soncino. Ora ha nominato un legale, l’avvocato Di Gravio, noto per aver fatto di Rachele Mussolini la vedova più pensionata d’Italia. (...) Anche se la residenza ufficiale romana dei Casati dovesse essere divisa in tre parti (una per Velia Spanò, una per la madre di Anna, una per il padre) l’attico non può essere abitato dalla marchesina Anna Maria che ora si vede costretta a sloggiare. Il pezzo forte del contrattacco del cavaliere Ernesto Fallarino, sta nella mezza cartella presentata dal suo legale Di Gravio alla magistratura, che riguarda la richiesta del «prezzo del dolore». Quanto costerà, agli amministratori del patrimonio Casati, questo «dolore»? Il Messaggero, 6 ottobre 1970