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 1970  settembre 24 Giovedì calendario

dunque, chi è morto prima? (...) Sarebbe ragionevole, attingendo alla dinamica della strage, supporre che la donna sia morta prima che il marchese ricaricasse il suo fucile calibro 12 per usarlo contro se stesso

dunque, chi è morto prima? (...) Sarebbe ragionevole, attingendo alla dinamica della strage, supporre che la donna sia morta prima che il marchese ricaricasse il suo fucile calibro 12 per usarlo contro se stesso. Ma non è impossibile che Anna Fallarino sia sopravvissuta al marito anche per un attimo solo. vero che le ferite di Camillo furono giudicate più micidiali (...). Ma spirare, nel linguaggio scientifico, equivale ad arresto totale dell’attività cardiaca.  possibile stabilirne esattamente il tempo? Risponde il prof. Silvio Merli, dell’istituto di medicina legale di Roma: «Un mezzo scientifico abbastanza indicativo è l’accertamento dello stato di vischiosità del sangue. Per esempio, se il sangue era ancora fluido quando fu eseguita l’autopsia sulla marchesa, ciò significa che la morte sopravvenne alle ferite con estrema rapidità. Se invece nella relazione dell’autopsia si dovesse leggere che i periti hanno riscontrato notevoli quantità di coaguli dentro le arterie e le vene, allora vuol dire che la Fallarino agonizzò a lungo. (...) Ma sarà necessario accertare quanto agonizzò il marchese. Meglio andarci piano nel concludere, qualsiasi riscontro autoptico preso a sé, vale poco. Bisogna essere sicuri che la marchesa o suo marito fossero, da vivi, sani. Che non soffrissero quindi di una qualche malattia capace di alterare i normali tassi di coagulazione del sangue». Il Messaggero, 24 settembre 1970