La Stampa, 17/5/1904, 17 maggio 1904
Un’anteprima ’Scrivo alla vigilia dell’avvenimento su cui editore, autore e pubblico fondano le più liete speranze: e non so tacere una prima riflessione sull’inutilità o, meglio, sui danni del mistero, che per volere editoriale circonda l’opera pucciniana
Un’anteprima ’Scrivo alla vigilia dell’avvenimento su cui editore, autore e pubblico fondano le più liete speranze: e non so tacere una prima riflessione sull’inutilità o, meglio, sui danni del mistero, che per volere editoriale circonda l’opera pucciniana. Là infatti ove ogni certezza svanisce quivi più facile s’apre il giuoco alla fantasia. [...]”. ”Ciò che colpisce favorevolmente è l’equilibrio delle innovazioni parziali dell’opera, sia nelle formazioni melodiche dei varii punti, sia nell’armonico sostegno. Puccini non rinuncerà mai ai suoi accordi di nona o all’abuso di quinte [...]; ma in pari tempo non rinunzia alla visione sicura della scena ed al sicuro alternare degli effetti. Potrà stancarvi certo periodare enfatico, certo ansimare d’accordi: non riuscirà mai inefficace la vellicatura sensuale della frase, la chiusura sicura del pezzo. Inoltre il crescendo dell’interesse musicale e la varietà in Butterfly sono curate con geniale oculatezza”. Luigi Alberto Villanis La Stampa, 17/5/1904