Varie, 28 marzo 2004
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ROYAL Ségolène Dakar (Senegal) 22 settembre 1953. Politico. Socialista. Presidente della regione del Poitou-Charentes
ROYAL Ségolène Dakar (Senegal) 22 settembre 1953. Politico. Socialista. Presidente della regione del Poitou-Charentes. Già sconfitta alle presidenziali da Sarkozy, fu battuta da Martine Aubry nell’elezione per il segretario del partito • «Una volta tanto, i ruoli sono scambiati. In prima fila, non c´è più l´eroe, ma l´eroina. Invece della ”moglie di”, si parla del ”compagno di”. E´ già successo in passato, certo, ma non tanto spesso. Fatto sta che François Hollande, segretario del Partito socialista, fa la figura del principe consorte più che del leader [...] Vent´anni di vita comune, quattro figli, due brillanti carriere politiche parallele. [...] Per i socialisti, invece, la signora Royal è un regalo impagabile in una società dell´immagine [...] un volto [...] bello, femminile, sorridente. Scherzando e alludendo al nuovo premier spagnolo, i suoi compagni di partito l´hanno ribattezzata Zapatera. Ma lei non l´ha presa male: ”Mi pare un soprannome piuttosto lusinghiero”. E poi, tutto quel che fa immagine le sta bene: in vent´anni di attività politica non ha mai perso un´occasione per conquistarsi un microfono o una telecamera. Anche a costo di irritare i suoi colleghi di governo o di partito. [...] Una carriera politica in costante ascesa: Ségolène Royal non è un pivello, né è arrivata ai vertici per caso. Figlia di un militare, ha organizzato metodicamente la sua vita. A soli ventinove anni, poco dopo aver terminato l´Ena, è entrata all´Eliseo nel gabinetto di François Mitterrand. Il presidente socialista non ha mai nascosto il suo debole per le donne e nemmeno la sua ammirazione per il loro talento intellettuale: come tante altre, la Royal è stata rapidamente proiettata alla ribalta. E anche rimbrottata: quando Ségolène era ministro dell´Ambiente e si fece fotografare da ”Paris Match” con il quarto figlio appena nato, Mitterrand non le nascose il suo malumore. Ma non c´è niente da fare: lei sa come ottenere le prime pagine dei giornali, le foto che attirano l´occhio, le immagini televisive che colpiscono. Che gli altri sparlino pure. Lei non ha esitato ad andare all´Eliseo, al ricevimento del 14 luglio, con la borsa della spesa per far gustare i formaggi caprini della sua circoscrizione elettorale. E quando c´è stato bisogno, lei, originaria della Lorena, si è vestita con l´abito tradizionale del Poitou-Charentes per una festa paesana: un po´ come una friulana che si voglia far passare da toscana. Ma Ségolène non si ferma di fronte a niente: costruire una carriera politica significa anche sacrificarsi e utilizzare tutti i mezzi. E più mediatici sono, meglio è. [...] perfino Cécilia Sarkozy, la moglie del ministro dell´Interno, ha intonato le sue lodi: ”Non condivido le idee politiche della signora Royal, ma ammiro la donna. La trovo brillante, femminile. Riesce a conciliare quattro figli, una vita da moglie e una vita politica”. Quando lo ha saputo, Raffarin è andato fuori dai gangheri. Il primo ministro aveva capito che Ségolène poteva trascinarlo nel baratro. Com´è avvenuto» (g. mar., ”la Repubblica” 28/3/2004).