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 2004  gennaio 19 Lunedì calendario

Anno I - Prima settimanaParmalat. Tanzi e Tonna dicono che le banche gli "mettevano il fucile alla tempia" e li costringevano a comprare aziende decotte

Anno I - Prima settimana
Parmalat. Tanzi e Tonna dicono che le banche gli "mettevano il fucile alla tempia" e li costringevano a comprare aziende decotte. Metodo: l’azienda X deve dare alla banca (poniamo) 50 miliardi ed è chiaro che non ce la farà mai. La banca va da Tanzi-Tonna e gli dice: "Comprati questa azienda e fatti carico del debito". Tanzi e Tonna devono obbedire, anche se non hanno soldi. La banca procura i soldi facendo emettere a Parmalat un’obbligazione (o bond: è come un bot, solo che lo piazzano i privati) e vendendola al pubblico. Il debito dell’azienda X e il costo dell’acquisto vengono così scaricati sui piccoli risparmiatori. Le banche smentiscono. Indizi che Tonna e Tanzi potrebbero avere ragione: le prime aziende X sono state trovate (Eurolat, Ciappazzi), dai bilanci si vede che il debito di queste aziende verso le banche scende di colpo dopo l’emissione del bond. Parmalat possiede 500 aziende in tutto il mondo. A quanto si è visto finora non ce n’è una che guadagni.

Autoferrotranvieri. Irrilevante la questione se i lavoratori che hanno bloccato tram e autobus nelle città italiane abbiano torto o ragione. Importante questo: il sindacato nazionale che fa i contratti nazionali conta ormai, in concreto, poco o niente. Contano i piccoli sindacati territoriali o aziendali. Effetto della situazione: i salari del Nord saranno nei prossimi anni sempre più alti di quelli del Sud, perché al Nord ci sono i soldi per soddisfare le richieste dei lavoratori e al Sud no. Il sindacato per cinquant’anni ha combattuto i salari diversificati (le cosiddette "gabbie salariali"), sostenendo che a uguale lavoro deve corrispondere uguale salario. Il principio è giusto in astratto, ma la realtà lo ha già battuto in passato e sempre più lo batterà in futuro.

Cgil. Più del 60 per cento degli iscritti alla Cgil è pensionato.

Lifting. Berlusconi, invece di stare a Roma a discutere i problemi del governo e le conseguenze politiche del caso Parmalat, è andato in vacanza in Sardegna e si è fatto il lifting. Sfottò colossale di tutta la stampa italiana. Però Berlusconi pensa alla campagna elettorale di giugno (amministrative ed europee) e ritiene che presentarsi in tv fresco e bello gli porterà voti. Commentatori anche troppo acuti sostengono che la notizia del lifting è già campagna elettorale: i giornali hanno dedicato pagine intere all’avvenenza del presidente e lo hanno tenuto relativamente fuori dai temi più scottanti del momento, su cui il capo del governo si pronuncerà più in là, forse in un’atmosfera meno calda.

Banca d’Italia. Entro l’anno dovremmo avere un nuovo governatore della Banca d’Italia. Fazio viene pian piano mollato da tutti i partiti. Il problema è questo: chi difende Fazio difende le banche; il mondo pensa, a torto o a ragione, che le banche, con Parmalat e col resto, abbiano fatto perdere un sacco di soldi ai risparmiatori; ergo, chi vuol difendere i risparmiatori non può difendere le banche. Ci sono più risparmiatori che banche e i partiti hanno bisogno di voti.

Usa. Elezioni americane senza patemi: a novembre sarà rieletto il repubblicano Bush. I democratici stanno scegliendo il loro candidato. Sette in corsa. Vincerà o Howard Dean - molto avvenente - o Wesley Clark, un militare.

Calcio. Il calcio va seguito con attenzione perché qualche squadra salterà per aria. A parte il Parma, c’è il caso Lazio: deve trovare 120 milioni di euro entro due mesi. Riuscirà a tirarla in lungo, forse, fino a settembre. Ma che si salvi è improbabile. In questi casi, in passato, intervenivano le banche. L’aria che spira da Parma rende però impresentabili nuovi esborsi a fondo perduto. Il salvataggio è improbabile anche per questo: qualcuno, oltre a mettere 120 milioni di euro nel capitale, dovrebbe caricarsi più di 400 milioni di debiti. Non circola neanche un nome sul possibile salvatore.

Scuola. Le manifestazioni contro la riforma Moratti (adesso all’insegna del "Ridateci il tempo pieno") vanno inquadrate nella lotta della sinistra contro la destra. La sinistra sa portare la gente in piazza, la destra no. La stessa riforma, varata da un governo di sinistra, non avrebbe provocato il minimo corteo.

Triciclo. La parola "Triciclo", che si sente e si legge adesso dappertutto, significa "tre partiti". I tre partiti sono Ds, Margherita e la piccola formazione socialista detta Sdi (Boselli). La questione è questa: deve la sinistra presentarsi alle elezioni europee di giugno con una sola lista o con tante liste quanti sono i partiti (dodici)? Litigate fuoriose. La lista unica, per ora, è proprio questo Triciclo. Sottoquestione: Prodi si candiderà alle europee o no? Lui non dice né sì né no (adesso parrebbe no). Non capiremo niente fino all’ultimo giorno.