Guido Romeo, Macchina del Tempo, marzo 2004 (n.3), 7 febbraio 2004
Se consumate in eccesso, con le loro 689 calorie per etto, le noci (Juglans regia) sono nemiche delle diete, ma sgranocchiate con moderazione e costantemente, con il loro alto contenuto in sali minerali, vitamine e grassi, sono un’ottima arma per abbattere il colesterolo e aiutare la circolazione
Se consumate in eccesso, con le loro 689 calorie per etto, le noci (Juglans regia) sono nemiche delle diete, ma sgranocchiate con moderazione e costantemente, con il loro alto contenuto in sali minerali, vitamine e grassi, sono un’ottima arma per abbattere il colesterolo e aiutare la circolazione. Il momento ideale per mangiarle è la mattina insieme alla prima colazione, magari abbinandole a cereali, frutta e yogurt. Con appena 100 grammi di prodotto, ci si assicura un apporto di 14,3 grammi di proteine, 68,1 di grassi (tra questi anche l’acido alfa-linoleico, l’unico della famiglia degli omega-3 reperibile tra i vegetali), 5,1 di carboidrati, 2,4 milligrammi di ferro, 61 di calcio, 603 di potassio e 4 di vitamina E. Tra gli studi più recenti sugli effetti della frutta secca sulla salute, vale la pena citare quello recentemente pubblicato dai ricercatori della Loma Linda University, negli Stati Uniti, sull’”American journal of clinical nutrition”, che confronta gli effetti di tre tipi di dieta su 25 persone sane con livelli di colesterolo moderatamente elevati. I tre regimi alimentari assicuravano lo stesso numero di calorie, ma mentre il primo era una dieta ipocolesterolemizzante tradizionale, gli altri due impiegavano frutta secca per fornire rispettivamente il 10 e il 20% delle calorie totali. Dopo quattro settimane si è visto che all’aumentare del consumo di noci e mandorle calava il livello di Ldl, il colesterolo ”cattivo”, mentre aumentava quello ”buono”, l’Hdl. Un consiglio per il consumo: il prodotto confezionato può essere meglio del prodotto fresco, anche biologico, perché assicura migliori garanzie contro la presenza di microtossine prodotte dalle muffe, che possono proliferare se la conservazione non è perfetta.