Guido Romeo, Macchina del Tempo, marzo 2004 (n.3), 7 febbraio 2004
Neanche il Paese della bistecca sembra immune dal morbo della mucca pazza. Con l’annuncio che a fine dicembre, nello Stato di Washington, è stata identificata una mucca affetta dall’encefalopatia spongiforme bovina (Bse), è salita alle stelle la paura di un’epidemia come quella che nello scorso decennio ha messo in ginocchio l’industria dell’allevamento europea
Neanche il Paese della bistecca sembra immune dal morbo della mucca pazza. Con l’annuncio che a fine dicembre, nello Stato di Washington, è stata identificata una mucca affetta dall’encefalopatia spongiforme bovina (Bse), è salita alle stelle la paura di un’epidemia come quella che nello scorso decennio ha messo in ginocchio l’industria dell’allevamento europea. La carne del bovino contagiato è stata distribuita anche in Alaska, Hawaii, Idaho, Montana, Oregon, California, Nevada e Guam. La Bse è causata dalla mutazione di alcune proteine del sistema nervoso, i prioni. Il consumo ripetuto di carni contenenti prioni modificati provoca nell’uomo una degenerazione dei neuroni cerebrali nota come ”variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob”. Nello scorso decennio la Bse ha causato l’abbattimento di milioni di capi di bestiame e più di 200 morti (uno in Italia nel febbraio del 2002). Ron Dehaven, veterinario capo del ministero dell’Agricoltura Usa, ha spiegato che l’animale malato era stato importato dal Canada e che quindi non c’è ragione di ritenere che la Bse sia endemica nel bestiame americano. Non si placa però il dibattito sui controlli effettuati di routine sui bestiami. Già nel 2002 gli ispettori parlamentari avevano scoperto che in Usa non veniva rispettato il divieto, in vigore dal 1997, di somministrare mangimi che contengono farine animali e perciò considerati una possibile fonte di infezione. www.fda.gov