Nicola Nosengo, Macchina del Tempo, marzo 2004 (n.3), 7 febbraio 2004
miopIa: è causata da una lunghezza eccessiva del bulbo oculare, che fa sì che i raggi luminosi, che dovrebbero andare a cadere sulla retina, cadano invece davanti a essa, per poi divergere e raggiungerla formando un’immagine sfuocata
miopIa: è causata da una lunghezza eccessiva del bulbo oculare, che fa sì che i raggi luminosi, che dovrebbero andare a cadere sulla retina, cadano invece davanti a essa, per poi divergere e raggiungerla formando un’immagine sfuocata. Gli oggetti posti a distanza ravvicinata vengono visti correttamente a fuoco, mentre quelli lontani appaiono tanto più sfocati e indistinti quanto più sono distanti e quanto più la miopia è elevata. astigmatismo: è un difetto di messa a fuoco dovuto alla conformazione della cornea, che nel soggetto normale ha forma sferica mentre nell’astigmatico è ovale o ellittica. I raggi paralleli che arrivano all’occhio non vanno a fuoco in un punto preciso e le immagini percepite sono deformate, distorte, schiacciate lungo una direzione che dipende da quella dell’asse dell’astigmatismo. La deformazione è tanto maggiore quanto più elevato è il grado di astigmatismo presbiopia: è un disturbo dovuto a un indurimento del cristallino e all’indebolimento del muscolo che regola l’accomodazione, cioè la naturale capacità del cristallino, attraverso piccoli movimenti, di cambiare la messa a fuoco a seconda della distanza degli oggetti. Chi ne è affetto fatica a mettere a fuoco in rapida successione immagini distanti e vicine, ha difficoltà nella lettura e nelle attività in cui si guardano oggetti vicini (per esempio il cucito).