Guido Romeo, Macchina del Tempo, marzo 2004 (n.3), 7 febbraio 2004
Il cervello degli sportivi è più veloce «Mens sana in corpore sano» si è ripetuto per millenni, sostenendo che l’attività fisica aiuta anche il buon funzionamento del cervello, ma solo ora si cominciano a scoprire le radici biologiche di questo adagio
Il cervello degli sportivi è più veloce «Mens sana in corpore sano» si è ripetuto per millenni, sostenendo che l’attività fisica aiuta anche il buon funzionamento del cervello, ma solo ora si cominciano a scoprire le radici biologiche di questo adagio. William Greenough, neuroscienziato presso l’Università dell’Illinois negli Stati Uniti, ha visto che, in un gruppo di scimpanzé, quelli più abili nelle attività fisiche avevano un cervello più vascolarizzato ed erano più abili nella risoluzione dei test cognitivi. Una volta compresi i test, gli scimpanzé ”sportivi” non diventavano però più intelligenti degli altri. La chiave di tutto sarebbe l’ormone Bdnf, che stimola la crescita di diversi tipi di neuroni ed è presente anche nell’uomo. Amore, il colpo di fulmine fa troppa paura La carriera e le passioni sono inconciliabili. Parola di Marie-Noëlle Schurmans e Loraine Domincé, due sociologhe che sulle pagine del quotidiano francese ”Le Monde” hanno firmato un’inchiesta sotto forma di autopsia del colpo di fulmine. Le ricercatrici, che hanno raccolto centinaia di testimonianze e passato al setaccio la letteratura al riguardo, hanno evidenziato che il sentimento più vicino al colpo di fulmine è la paura. E hanno spiegato che questo tipo di innamoramento, fondato sul caso, è impossibile per la nostra società, ossessionata dal calcolo, dagli orari del lavoro e dalla programmazione.