Lettera di Pomicino al Foglio, 17/5/2003, 17 maggio 2003
Al direttore – Ho letto quanto scritto l’altro ieri da Mario Segni e resto sconvolto per i suoi strafalcioni
Al direttore – Ho letto quanto scritto l’altro ieri da Mario Segni e resto sconvolto per i suoi strafalcioni. Segni sostiene che la crisi della così detta Prima repubblica fosse antecedente alla stagione di Mani pulite e a testimonianza di questo assunto dice di ricordare: a) la sconfitta del pentapartito nelle elezioni del ’92. Primo errore: in quelle elezioni non c’era il pentapartito al governo ma solo un quadripartito perché i repubblicani si erano chiamati fuori dalla primavera del ’91. Secondo errore: le elezioni non furono perse ma vinte dal quadripartito che ebbe la maggioranza in entrambe le Camere e raccolse il il 51 per cento dei voti espressi, livello mai raggiunto da nessun governo della Seconda repubblica. b) l’esplosione della Lega. La Lega raccolse circa cinquanta deputati sottraendo più voti alla sinistra che al quadripartito. Infatti nelle elezioni del ’92 la Dc perse meno voti e seggi di quanto persero Rifondazione comunista e Pds messi insieme mentre il Psi aumentò lievemente. Segni dice inoltre che l’Italia degli anni 80 era instabile. Ricorda ancora una volta male perché negli anni che vanno dall’83 al ’92 vi furono solo quattro governi: Craxi, Goria, De Mita, Andreotti non potendo classificare il governo elettorale di Fanfani nell’87 che durò appunto solo tre mesi. Negli anni 1992-2002 i governi sono stati otto: Amato 1°, Ciampi, Dini, Berlusconi 1°, Prodi, D’Alema, Amato 2° e Berlusconi 2°. Segni dice che nel ’92 il debito pubblico aveva superato il 20 per cento del pil. Altro errore (vedere i dati Bankitalia). Al 31 dicembre 1991 lo stock del debito era del 101,15 per cent sul pil. Negli anni dal ’92 al ’97 crescerà molto di più fino a toccare il 125,3 per cento nel ’95 e il 124,6 a fine ’97. Dopo dodici anni di manovrone, lo stock del debito è ancora oggi al 106 per cento del pil nonostante il crollo dei tassi internazionali dei tassi di interessi. Ricordiamo che nel ’91 con un debito del 101,5 per cento c’era una spesa per interessi pari a 144 mila miliardi di lire. Nel 2001 (ultimo anno del centro sinistra) con un debito salito al 109,4 per cento la spesa per interessi era aumentata di appena 5 mila miliardi, raggiungendo quota 149 mila, segno che quegli otto punti in più del debito erano alimentati da una crescita del disavanzo strutturale al netto degli interessi. Segni spunta sui governi degli anni 80 eppure ricordo nitidamente il suo continuo e disperato tentativo di entrarci dentro. Ci riuscì solo per dodici mesi con il governo Craxi e poi con quello elettorale di Fanfani tra il 1986 e il 1987. Divenne sottosegretario all’Agricoltura senza lasciar tracci così come non lasciò traccia nel dibattito politico di tutti gli anni 80. Questi i fatti. L opinioni ognuno le tiene per sé. (Pomicimo)