Daria Galateria, LA REPUBBLICA 28/4/2003, 28 aprile 2003
"Alla cugina de Grancey, 26 luglio 1835. Non potete figurarvi la miseria della popolazione qui in Irlanda
"Alla cugina de Grancey, 26 luglio 1835. Non potete figurarvi la miseria della popolazione qui in Irlanda. Entriamo ogni giorno in case di fango, senza un solo mobile, salvo una marmitta per cuocere patate. Mi sentirei tornato nelle capanne degli indiani irochesi, se vedessi un buco concepito per fare uscire il fumo; qui il fumo esce dalla porta, il che dà un deciso vantaggio, a mio debole parere, all’architettura irochese. In mezzo alla famiglia, è insediato un maiale. è un progresso sensibile nella sua evoluzione. Il maiale irlandese si presta ai giochi innocenti della famiglia; non è raro vederlo coi bambini appesi al collo. Lui testimonia la sua soddisfazione con un grugnito pieno di dolcezza. Sono i ricchi in Irlanda a potersi permettere di dormire con un maiale. Quando devo ripararmi dalla pioggia, ho cura di scegliermi una casa con un maiale. Se vedo solo uomini, vado altrove" (lettera di Tocqueville)...