Paolo Mieli, Corriere della Sera 8/5/2003, 8 maggio 2003
Nel suo libro più recente, "pîtres à nos nouveaux maîtres" ("Lettere ai nostri nuovi padroni"), Alain Minc - un intellettuale assai famoso in Francia, un tempo tra gi ispiratori dell’ ingegner Carlo De Benedetti il quale gli affidò importanti incarichi - ha scagliato frecce contro le associazioni femministe e non solo
Nel suo libro più recente, "pîtres à nos nouveaux maîtres" ("Lettere ai nostri nuovi padroni"), Alain Minc - un intellettuale assai famoso in Francia, un tempo tra gi ispiratori dell’ ingegner Carlo De Benedetti il quale gli affidò importanti incarichi - ha scagliato frecce contro le associazioni femministe e non solo. "Alla parola parità, i deputati si mettono sull’attenti", ha scritto, "alla parola donna, tremano; il vostro potere è assoluto: i parlamentari cercano di anticipare i vostri desideri, come i cortigiani di un Luigi XIV o di un Napoleone". Minc ha messo in stato di accusa le "massonerie" dei "nuovi benpensanti", gay, organizzazioni non governative, ecologisti: "In quale congresso si sono espressi i membri di Greenpeace, quand’è che si sono contati?" Ma è con le "lobby delle donne" che è stato più caustico. E dalla quale ha ricevuto le risposte più pepate: "Dice che noi femministe abbiamo vinto troppo e che abbiamo il potere assoluto", gli ha replicato Isabelle Alonso presidentessa di "chienne de garde", "nei suoi sogni deve esserci la donna dominatrice con gli stivaloni e la frusta... E se Minc fosse un sadomasochista?" Ancora più duro lo scrittore statunitense Norman Mailer in margine a una considerazione sulle lobby israelitiche: "Esistono gruppi di pressione ben più potenti di quello ebraico; ad esempio quello delle donne contro le quali nessun politico americano osa fiatare da trent’ anni". Di femministe vere e proprie, prosegue Mailer, "per fortuna ce ne sono rimaste poche in giro". E il risultato della loro battaglia? "La rivoluzione delle donne non ne ha migliorato le menti ma solo la condizione economica e l’ accesso alla politica; le linee aeree interne statunitensi oggi sono affollate di donne d’ affari in completo pantalone, computer portatile, "24 ore" e cellulare; tutte molto soddisfatte di sé per aver scalato i vertici delle corporation". "Quando avevo la loro età", ricorda Mailer che adesso ha ottant’ anni, "provavo pena per i miei coetanei costretti a vivere così; in questo senso la rivoluzione femminista è fallita miseramente" (Risposta di Paolo Mieli a un lettore).