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 2004  febbraio 18 Mercoledì calendario

«Nel 1705, il medico olandese ma inglese d’ adozione, Bernard De Mandeville, pubblica a Londra un libretto dal titolo: La favola delle api, dal sottotitolo "Vizi privati, benefici pubblici", nel quale descrive un ricco alveare, dove il comportamento delle api è vizioso, imbroglione e corrotto, ma soprattutto ispirato esclusivamente da vizi e peccati, quali la cupidigia, l’ invidia, la corruzione, la disonestà, l’ ignavia, la lussuria e l’ arroganza

«Nel 1705, il medico olandese ma inglese d’ adozione, Bernard De Mandeville, pubblica a Londra un libretto dal titolo: La favola delle api, dal sottotitolo "Vizi privati, benefici pubblici", nel quale descrive un ricco alveare, dove il comportamento delle api è vizioso, imbroglione e corrotto, ma soprattutto ispirato esclusivamente da vizi e peccati, quali la cupidigia, l’ invidia, la corruzione, la disonestà, l’ ignavia, la lussuria e l’ arroganza. Ma, non appena le api, per volere degli dei, cambiano usanze e si ispirano alle virtù e abbandonano il vizio, l’ alveare finisce in miseria. [...] nel 1716 l’ avventuriero scozzese John Law fonda, su concessione del reggente duca d’ Orléans, la Banque Royale, destinata secondo Law a risolvere i problemi dell’ eredità di Luigi XIV, che aveva lasciatoondo Law a risolvere i problemi dell’ a. anziarie hanno subitol vizio, l’ rattutto ispirat l’ erario francese in fallimento, per l’ ingente debito pubblico, dovuto sia alle guerre, sia alle spese del lusso sfrenato della Corte del Re Sorio in fallimento, per il debito pubblico ingente dovuto sia alle guerre sia alle spese del lusso sfrenato della Corte del Rele. La Banque Royale emetteva banconote convertibili in moneta metallica, usate poi per le spese correnti e per riacquistare i titoli del pregresso debito pubblico. La convertibilità doveva essere assicurata dai giacimenti auriferi dello Stato americano della Louisiana, sfruttati dalla Compagnia del Mississipi, le cui azioni furono collocate sul mercato e andarono a ruba. Venivano acquistate a prezzi sempre in strepitosa ascesa, con una frenesia collettiva. Naturalmente l’ oro in Louisiana non esisteva, né la Compagnia del Mississipi l’ aveva mai cercato. Quando i sospetti delle inesistenti miniere si diffusero e in massa i presunti milionari tentarono di cambiare i biglietti di banca non in azioni del Mississipi, ma in oro, le banconote vennero dichiarate non più convertibili, sicché i milionari finirono sul lastrico. Era il 1720.[...] A tutti, per tornare al discorso principale, sembra poi essere sfuggito il rapporto di John Law con l’ Italia, o meglio con Venezia. Fu, infatti, Law a chiedere al grande pittore del Settecento veneziano, Antonio Pellegrini, cognato di Rosalba Carriera, di affrescare la Banque Royale. E non è un caso che, perseguitato e inviso da tutti, abbia finito in povertà nel febbraio del 1729, la sua vita proprio a Venezia, dove peraltro trovò onoratissima sepoltura in San Moisé, con tomba con iscrizione dedicatoria, proprio nel pavimento all’ ingresso della stupenda Chiesa. E’ strano che anche al ponderoso volume di Edgar Faure (La banqueroute de Law, Gallimard, 1977) questa conclusione, in verità assai gloriosa per un bancarottiere, e certamente il più famoso e inventivo fra gli speculatori finanziari di tutti i tempi, sia completamente sfuggita» (Guido Rossi).