Marco D’Eramo, "il manifesto" 17/2/2004 pagina 18., 17 febbraio 2004
La vita quotidiana ad Haiti descritta dal "New York Times": «Il paese non ha istituzioni. Anche quando esistono di nome, la gente non può rivolgervisi per risolvere i suoi problemi
La vita quotidiana ad Haiti descritta dal "New York Times": «Il paese non ha istituzioni. Anche quando esistono di nome, la gente non può rivolgervisi per risolvere i suoi problemi. Non avere un sistema è diventato il sistema. Gli haitiani si sono adattati a quest’esistenza estemporanea. Per ottenere una linea telefonica, devi conoscere qualcuno. Autonominati elettricisti scalano i tralicci e rubano per i loro vicini tutta la corrente che vi passa, mettendo in conto il servizio. La raccolta dei rifiuti è, al meglio, stravagante. Il ministero della giustizia letargico e misterioso. I tribunali funzionano saltuariamente, talvolta secondo i capricci del giudice. Il lavoro è eseguito con un criterio ad hoc, a seconda delle raccomandazioni. Scrivani e dattilografi siedono ancora sotto gli alberi vicino alla dogana dell’aeroporto: scrivono lettere per gli analfabeti e riempiono documenti, ma questi documenti possono raramente essere riottenuti...».