Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2004  febbraio 19 Giovedì calendario

Carrere Emmanuel

• CARRÈRE Emmanuel Parigi (Francia) 9 dicembre 1957. Scrittore. Ha esordito nel 1984 con Bravura edito in Italia da Marcos Y Marcos nel 1991. In italiano sono usciti anche: L’avversario (Einaudi), Baffi (Bompiani), La settimana bianca (Einaudi), Io sono vivo e voi siete morti. Biografia di Philip K. Dick (Theoria, 1995) • «Ha sperimentato una diversa forma di narrativa, che parte da fatti di cronaca, da personaggi reali. “Qualcosa certo che ricorda A sangue freddo di Truman Capote” confessa, ma in cui la presenza dell’io narrante, le sue ricerche diventano parte integrante del racconto. L’avvio di questa nuova forma di scrittura nasce con il libro L’avversario, uscito nel 2000 (e tradotto in Italia da Einaudi): alla base c’è la storia del medico Jean-Claude Romand, che per anni aveva fatto credere alla famiglia di essere membro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di essere impegnato in missioni nel mondo intero. Messo alle strette, per la vergogna di confessare le sue bugie, nel 1993 uccide la moglie e i figli. “Quella storia allucinante mi aveva colpito profondamente, la volevo usare per un romanzo. Non riuscivo però a trovare la forma appropriata. Dopo vari tentativi, decisi di lasciar perdere; ma prima volli stendere una memoria privata del lavoro che avevo fatto. In cui io entravo molto, fin dall’inizio: per esempio, avevo ricostruito che cosa facevo io il giorno in cui Romand sterminava la famiglia”. E proprio il testo, in questa versione, verrà pubblicato. […] U na tragica storia familiare. Quella del nonno materno, vissuto a Bordeaux negli anni Trenta, tassista come tanti emigrati, sempre tormentato da problemi economici. All’arrivo dei tedeschi, si presenta alla Kommandantur e si propone come interprete: accettato, migliorerà le proprie condizioni di vita. Ma nel ’44, all’indomani della liberazione, sparirà. Sicuramente è stato ucciso come altri collaborazionisti, anche se il suo corpo non sarà mai trovato. Sua madre, la famosa studiosa della politica russa Hélène Carrère-D’Encausse, accademica di Francia, le aveva raccontato questa storia? “Sì, ma provando molta angoscia: lei aveva 14 anni quando suo padre fu ucciso”» (Ranieri Polese, “Corriere della Sera” 19/2/2004).