18 febbraio 2004
Tags : Shirley. Strickland
Strickland Shirley
• Nata a Guildford (Australia) il 18 luglio 1925, morta a Perth (Australia) il 17 febbraio 2004. Velocista, debuttò alle Olimpiadi di Londra ’48 vincendo l’argento nella staffetta (400) e 2 bronzi (100 e 80 hs). Le sue migliori prestazioni sono quelle dei Giochi di Melbourne ’56 quando vinse l’oro negli 80 hs e nella staffetta (400). Bissando in casa il titolo degli ostacoli vinto 4 anni prima a Helsinki (dov’era stata 3ª nei 100), fu la prima donna nell’atletica a vincere la stessa gara per 2 edizioni consecutive dei Giochi. Stabilì inoltre 9 primati mondiali ufficiali, più uno ufficioso. "Nella sua dipartita ha seguito da vicino Fanny Blankers-Koen, così come le era accaduto di fare nel raggiungere il proscenio dell’atletica mondiale, negli anni ’40-’50. Più giovane di sette anni rispetto alla grande olandese, questa Aussie dagli occhi celesti era andata ai Giochi olimpici del 1948 da virtuale novizia, laddove Fanny era già una stella di prima grandezza. Le due s’incontrarono in 4 prove, nelle quali l’olandese seppe vincere altrettanti ori. Shirley dovette accontentarsi di tre medaglie (argento nella 4x100, bronzo nei 100 e negli 80 ostacoli), ma avrebbe potuto vincerne una quarta se a Londra il cronometraggio automatico al centesimo di secondo avesse avuto veste ufficiale, anziché di pura riserva rispetto a quello manuale. Nella finale dei 200 i giudici avevano visto l’americana Audrey Patterson 3ª e la Strickland 4ª , ambedue in 25’’2 (la Blankers- Koen vinse a mani basse in 24’’4). Solo più tardi si seppe che l’australiana in realtà aveva preceduto l’americana di un centesimo. Ufficialmente non si poteva parlare di errore, perché all’epoca il mezzo più sofisticato veniva chiamato in causa solo in caso di mancato funzionamento di uno dei cronometri al decimo di secondo. In seguito la Strickland non si mosse per ottenere una revisione del verdetto. Tuttavia quella storia ha un’appendice molto importante: con una medaglia in più il raccolto olimpico della Strickland in 3 edizioni dei Giochi (1948- 52- 56) non sarebbe di 7 bensì di 8 medaglie. Come dire che il titolo di donna più ’medagliata’ nella storia dell’atletica olimpica sarebbe suo. Attualmente invece lo è solo in ex aequo, appunto a quota 7, con Irena Szewinska e Merlene Ottey. La Strickland ebbe una carriera assai lunga. Betty Cuthbert, famosa velocista Aussie sua contemporanea, diceva: ”Shirley appartiene a quel genere di atlete alle quali basta una razione non rilevante di allenamento per aver successo”. Ai Giochi del 1952 a Helsinki vinse gli 80 ostacoli e finì 3ª nei 100. A quelli del 1956 a Melbourne conquistò altri due ori: negli ostacoli e nella 4x100. Nel 1960 fu ancora capace di 10’ 9 sulle 100 yards, a 35 anni, ma non venne ai Giochi di Roma. Ricco anche il suo raccolto di primati mondiali: nove ufficiali più uno ufficioso. Fu fra le prime atlete che superarono i limiti della Blankers-Koen nei 100, dove ebbe come miglior tempo un 11’’3 nel 1955. Bisogna pensare che una carriera così lunga in un’epoca come quella non era molto facile da realizzare. Per motivi economici prima di tutto, ma anche per altre ragioni. Ad esempio, nel 1955 la Strickland fu invitata a Varsavia per un meeting internazionale. La federazione australiana dette il suo assenso solo dopo essersi accertata che la Shirley poteva essere accompagnata da una chaperon. Questo sebbene l’atleta avesse ormai 30 anni, fosse sposata con Mr. De La Hunty e avesse già un figlio..., il primo di quattro. [...] Suo padre era stato un buon velocista pro, così come due suoi fratelli. Lei, pur amando di gran cuore l’atletica (come dirigente della squadra olimpica australiana prese parte anche ai Giochi di Messico ’68 e Montreal ’76), conseguì assai giovane una laurea in matematica e fisica, dando poi lezioni al Perth Technical College. A Sydney 2000 era stata una delle ’magnifiche 7’ tedofore prima dell’accensione del braciere da parte della Freeman. Sostenitrice da sempre delle cause ambientaliste, nel 2001 aveva venduto tutte le sue medaglie olimpiche, ricavandone 200.000 dollari australiani (circa 120mila euro) che aveva utilizzato per pagare gli studi ad alcuni dei suoi 15 nipoti e a finanziare campagne a favore dell’ambiente" (Roberto L. Quercetani, ”La Gazzetta dello Sport” 18/2/2004).