Varie, 17 febbraio 2004
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Praest KarlAagePraest
• Copenaghen (Danimarca) 26 febbraio 1922, 19 novembre 2011. Calciatore • «Ala sinistra di classe raffinata, ha nel dribbling e nelle finte di corpo le lame più affilate di un incomparabile repertorio. Fa parte del celeberrimo attacco danese che alle Olimpiadi di Londra 1948 surclassa l’Italia (5-3). La Juve lo ingaggia l’anno dopo, ed è subito trionfo. Pennella traversoni sublimi per le fronti di Boniperti e del connazionale John Hansen, i cronisti d’epoca ne lodano l’asciuttezza del gioco, lo scatto, il cross, quel suo modo di sfidare a duello il terzino avversario. Praest trasforma l’inganno in arte: s’imbosca, si assenta e poi, all’improvviso, irrompe nel cuore della manovra e la piega al suo intuito, alle sue movenze da ballerino. Bilancio in campionato: 232 presenze e 51 reti, due scudetti (1950, 1952). Cattolico fervente, nel febbraio del 1952 Praest rimane molto colpito dall’udienza che papa Pio XII ha concesso alla Juve prima della sfida con la Lazio. Sconvolto dalla sconfitta rimediata sul campo (2-0), ripete ossessivamente negli spogliatoi: “Vergogna, e adesso che cosa penserà di noi il Santo Padre?”. Finché Boniperti, uomo di mondo, gli fa: “Preoccupati piuttosto di quello che penserà l’avvocato Agnelli”» (“La Stampa” 16/2/2004).