Varie, 16 febbraio 2004
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Lauren Ralph
• (Ralph Lifshitz) New York (Stati Uniti) 14 ottobre 1939. Stilista • «[...] lo stilista più ricco al mondo e in testa a tutte le classifiche del lusso [...]» (Laura Asnaghi, “la Repubblica” 18/9/2005) • «[...] è considerato lo stilista che esprime al meglio il concetto dell’eleganza “upper class”, pensata per donne chic e moderne. [...]» (Laura Asnaghi, “la Repubblica” 19/2/2010) • Fa «una moda sofisticata, ricca e snob. Il cachemire “scorre” a fiumi e i gioielli Navajo, in argento e turchesi, sono ovunque. Bella e impeccabile, la donna Ralph Lauren sa quel che vuole, è colta, il potere ce l’ha e lo sa gestire bene. Di giorno non mostra un centimetro di pelle, ma quei dolcevita attillati portati con gonne a ruota, anni ’50, e gli inseparabili gioielli, le danno una impronta sexy. [...] Vero re del country di lusso» (Laura Asnaghi, “la Repubblica” 15/2/2004) • «[...] Mio padre era un artista di origini ebraiche nato a Pinsk, oggi Bielorussia, da cui partì negli anni 20 alla volta del Bronx, New York, dove dipingeva appartamenti e dove incontrò mia madre, anche lei emigrata dalla Russia. È negli Stati Uniti che io e i miei fratelli siamo nati e cresciuti cambiando il nostro cognome da Lifshitz a Lauren. [...]» (“Panorama” 7/6/2007) • «[...] nato [...] povero nel [...] Bronx — quello “cattivo” [...] è stato commesso da Bloomingda-le’s e da Brooks Brothers [...] la moglie Ricky. Era lei che gli rubava giacche e pantaloni e così al giovane Ralph venne l’idea di vestire le donne con abiti maschili! Succedeva dopo la faccenda della valigia di cravatte grandi e colorate (era il 1967 e si usavano solo piccole e scure) da cui tutto cominciò. Quelle cravatte andarono come il pane. Poi arrivarono le polo e tutto il resto. Compreso il Grande Gatsby e Io ed Annie (suoi i vestiti di Redford e della Keaton); il restauro della prima bandiera americana della storia; le amicizie con i divi e l’ammirazione dei potenti (dalla Hepburn ai Bush, ma pure Obama lo adora); le case (dal grande ranch in Colorado alla villa a New York); i premi [...]» (Paola Pollo, “Corriere della Sera” 10/9/2007).