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 2004  febbraio 16 Lunedì calendario

Garnett Kevin

• Mauldin (Stati Uniti) 19 maggio 1976. Giocatore di basket. Dal 2007/2008 coi Boston Celtics. Prima ai Minnesota Timberwolves • «Il simbolo del suo successo Garnett ce l’ha infilato negli orecchi: due nocciole di diamanti che gli ornano i lobi e fanno capire che davanti hai l’uomo più ricco di tutta la Nba. Prima che Alex Rodriguez firmasse con i Texas Rangers di baseball nel 2001 un contratto da 252 milioni di dollari per dieci anni, Garnett era l’atleta più pagato di tutto lo sport, sponsorizzazioni escluse: 126 milioni di dollari per sei stagioni. [...] Responsabilità se n’è sempre assunte, fin dal 1995, quando ad appena 19 anni, fece fagotto e lasciò il liceo per la Nba (5ª scelta assoluta). Oggi potrebbe quasi sembrare una prassi, allora fece clamore, perché Garnett diventò il primo liceale ad offrirsi al professionismo in vent’anni. [...] Giocatore completo, forse il più versatile di tutta la Nba. Dice di lui Trent Tucker commentatore ed ex giocatore: ”Garnett può giocare in 10 ruoli, cinque in attacco e cinque in difesa. Non lo scambierei con nessun altro nella Nba, incluso Shaquille O’Neal”. Un complimento enorme per uno modesto come lui: ”A me è sempre piaciuto Magic Johnson, sono stato un suo grande tifoso fin da ragazzino. Ma quando giochi è difficile imitare questo o quello. Credo che è lo stile che ti si forgia addosso e non il contrario”. Ha messo su una vera azienda che cura la sua immagine. A libro paga parenti e amici che si occupano di sponsorizzazioni, interviste, interventi nelle scuole e a funzioni benefiche. Nove cani, una flotta di macchine, settecento lettere di tifosi al giorno a cui risponde o fa rispondere. La Nba gli ha dato benessere anche se poi è stato proprio il suo stipendio a provocare in parte la serrata di protesta dei proprietari che accorciò la stagione 1998/99. Da quel momento lo chiamano ”Big Ticket”. Ha fatto l’attore, interpretava Wilt Chamberlain nel film Rebound, ”Newsweek” lo ha messo nel ”97 fra le 100 persone più influenti del Paese, ”Forbes” invece, nel 2002 lo classificò 55° fra quelle più potenti. [...] Non è uno spaccone, anzi, si trova persino un difetto: ”Vorrei essere un po’ più aggressivo”. In difesa però non è mai piacevole averlo contro. Parola di molti suoi avversari» (’La Gazzetta dello Sport” 15/2/2004) • «[...] uno dei più grandi giocatori della storia [...] ha legato il proprio destino a quello dei Minnesota Timberwolves, per l’arma totale capace di giocare in ogni posizione, il giocatore più pagato nel mondo, sulla strada per completare la 9ª stagione da almeno 20 punti e 10 rimbalzi di media. Una situazione si ripete anche nell’incontro organizzato dall’Adidas in un albergo di Las Vegas. Garnett è il re senza corona, il grande campione che non ha mai vinto l’anello. Sta diventando un ossessione: ”Voglio essere preparato ogni sera per giocare ad alto livello, per dare a me e alla squadra la possibilità per vincere. Se non accade, non dormo, mi torturo pensando a cosa avrei dovuto fare per riuscirci. Non riesco a essere rilassato neppure quando gioco a golf: devo continuare a ripetermi che lo faccio per divertirmi, che non posso pensare di eccellere senza allenarmi come dovrebbe fare un professionista [...] Per me giocare è soprattutto essere competitivi: se guardo la mia situazione ci sono tante cose belle ma un titolo è lo scopo del gioco, la consacrazione e il completamento di una carriera anche se non ti rende migliore. Ma chiedetemi cosa ne penso quando l’avrò vinto [...]” [...] la mamma lo portò a Chicago, al liceo, vivendo in un monolocale e lavorando 16 ore al giorno, per toglierlo dai guai. [...]» (Luca Chiabotti, ”La Gazzetta dello Sport” 21/2/2007).