Antonio Armano,Fabio Sclosa , Macchina del Tempo, gennaio-febbraio 2004 (n.1-2), 14 febbraio 2004
Dracul in rumeno significa ”diavolo” o anche ”dragone” ed è probabile che l’epiteto fosse attribuito, tra XIV e XIX secolo, sia ai grandi guerrieri romeni capaci di ”battersi come dei diavoli”, sia agli appartenenti all’ordine cavalleresco dei Dragoni
Dracul in rumeno significa ”diavolo” o anche ”dragone” ed è probabile che l’epiteto fosse attribuito, tra XIV e XIX secolo, sia ai grandi guerrieri romeni capaci di ”battersi come dei diavoli”, sia agli appartenenti all’ordine cavalleresco dei Dragoni. Dracula invece sarebbe una forma di genitivo slavo per significare ”figlio di Dracul”. Il più famoso è certo il principe Vlad III (1431-1476, nel ritratto a destra), nato a Sighisoara, in Transilvania. Suo padre, Vlad Dracul, diventa principe di Valacchia nel 1436 grazie all’appoggio del re d’Ungheria. Quando questi muore, Vlad si allea col sultano turco, ma nel 1442 gli ungheresi battono i turchi e Vlad Dracul perde il trono rifugiandosi in Turchia coi figli e continuando a combattere su diversi fronti per riconquistare il trono. Tre anni dopo Dracul viene decapitato dal re ungherese e il figlio Dracula prosegue le lotte per la conquista della Valacchia. Ci riesce per pochi mesi nel 1448 e poi nel ’56 per 6 anni, durante i quali fa impalare 40.000 persone, tra le quali i nemici e i traditori del padre, e i mercanti disonesti.