Vito Tartamella, Macchina del Tempo, gennaio-febbraio 2004 (n.1-2), 14 febbraio 2004
Alcanivorax, Oleiphilus, Thalassolituus e Oleispira: sono i 4 batteri mangiapetrolio scoperti dall’Istituto per l’ambiente marino costiero (Iamc) del Cnr di Messina
Alcanivorax, Oleiphilus, Thalassolituus e Oleispira: sono i 4 batteri mangiapetrolio scoperti dall’Istituto per l’ambiente marino costiero (Iamc) del Cnr di Messina. Questi batteri utilizzano gli idrocarburi come fonte di sostentamento, producendo biomassa, acqua e gas. I batteri potranno affiancare le tecnologie esistenti (rimozione delle sostanze inquinanti e uso di prodotti chimici ad azione disperdente) per ripulire i mari inquinati dal petrolio. I batteri idrocarburoclastici, se inseriti in un ambiente ricco di petrolio, in 15 giorni diventano la popolazione batterica predominante. Ora si sta verificando la velocità dei processi di biodegradazione su ampia scala.