Vito Tartamella, Macchina del Tempo, gennaio-febbraio 2004 (n.1-2), 14 febbraio 2004
Vedere immagini 3D sullo schermo del computer, senza bisogno d’indossare gli speciali occhiali con lenti rosse e azzurre
Vedere immagini 3D sullo schermo del computer, senza bisogno d’indossare gli speciali occhiali con lenti rosse e azzurre. Sono le prestazioni del primo computer al mondo che offre immagini tridimensionali: il notebook Sharp Actius RD3D. Basta premere un pulsante speciale sulla tastiera per trasformare sullo schermo comuni immagini a due dimensioni in foto o filmati a tre dimensioni. Merito di un doppio cuore tecnologico: lo speciale schermo LCD (a cristalli liquidi) a doppio strato, messo a punto dai laboratori Sharp di Oxford (Inghilterra) e il software sviluppato dalla Digital Dynamic Depth di Santa Monica, in California. Il notebook, da poco in vendita in Giappone al costo di 3299 dollari, è il frutto di 10 anni di ricerca. Lo schermo LCD è costituito da un doppio strato di cristalli liquidi, separati da una barriera di strisce verticali trasparenti, larghe 60 millesimi di millimetro separati da strisce opache larghe 120 millesimi di millimetro. Questa speciale barriera serve a controllare quali pixel possono essere visti sullo schermo retrostante da ciascun occhio: in questo modo, chi lavora al computer percepisce contemporaneamente su ciascun occhio la stessa immagine da una diversa angolazione, ma senza rendersene conto. Il cervello, infatti, ricostruisce l’immagine come se fosse una sola, ma a tre dimensioni. La divisione dell’immagine sui due livelli dello schermo Sharp è merito del software della Digital, che può trasformare semplicemente premendo un bottone qualsiasi immagine a 2D in una a 3D. La nuova tecnologia, tuttavia, ha un limite: le immagini a 3D possono essere viste da un solo utente alla volta che stia a 50 cm dallo schermo. Basta spostarsi di soli 3 cm per veder svanire l’effetto tridimensionale. Ecco perché la strada per arrivare a televisioni a 3D è ancora lontana: secondo gli esperti, bisognerà attendere almeno fino al 2008. www.ddd.com