Enzo Colimoro, Macchina del Tempo, gennaio-febbraio 2004 (n.1-2), 14 febbraio 2004
Si deve al genio del veterinario scozzese John Boyd Dunlop (1840-1921, foto 2) l’ideazione del primo pneumatico con camera d’aria
Si deve al genio del veterinario scozzese John Boyd Dunlop (1840-1921, foto 2) l’ideazione del primo pneumatico con camera d’aria. Come per la maggior parte delle invenzioni che hanno rivoluzionato la scienza, anche quella di Dunlop nacque per caso. Il veterinario scozzese, infatti, cominciò a lavorare all’idea di realizzare un pneumatico con camera d’aria dopo aver regalato a suo figlio un triciclo con le ruote di gomma piena. Dunlop, ascoltando il figlio che si lamentava per le troppe scosse che subiva pedalando sul selciato irregolare delle strade, il 7 dicembre 1888 realizzò dei copertoni contenenti una camera d’aria di gomma, in grado di assorbire urti e vibrazioni su qualunque superficie accidentata. L’invenzione di Dunlop sfruttava l’elasticità dell’aria contenuta all’interno della camera d’aria. Il pneumatico inventato (foto 1) era in sostanza un tubo di gomma gonfiabile e fissabile al cerchio del triciclo per mezzo di una striscia di tela. La scoperta del veterinario scozzese sancì l’avvento definitivo della bicicletta come mezzo di trasporto e fu sicuramente uno dei principali motivi dello sviluppo dell’industria automobilistica: cicli, motocicli e automobili, infatti, utilizzavano pneumatici che presentavano le stesse caratteristiche e si differenziavano tra loro solo per lo spessore della gomma, la larghezza e la pressione contenuta al loro interno. Già nel 1846 un altro scozzese, l’ingegnere Robert William Thomson (1822-1873), aveva brevettato, senza successo, qualcosa di analogo essendo riuscito a piegare su cerchi dei tubi di più tele preparate con gomma e guttaperca, vulcanizzate e ricoperte di cuoio. Nel 1889 la vittoria di una squadra ciclistica con gomme Dunlop porta all’attenzione mondiale il rivoluzionario pneumatico con camera d’aria.