Americo Bonanni, Macchina del Tempo, gennaio-febbraio 2004 (n.1-2), 14 febbraio 2004
Il primo documento sull’osservazione di una cometa risale all’anno 1000 a.C. Gli astronomi cinesi tenevano d’occhio con cura il cielo, ma lo facevano anche i Caldei (gli abitanti dell’attuale Iraq), dei quali si hanno cronache dello stesso periodo
Il primo documento sull’osservazione di una cometa risale all’anno 1000 a.C. Gli astronomi cinesi tenevano d’occhio con cura il cielo, ma lo facevano anche i Caldei (gli abitanti dell’attuale Iraq), dei quali si hanno cronache dello stesso periodo. Qualcuno pensa che quella osservata dai Cinesi fosse proprio la più famosa: la cometa di Halley. Ma il posto principale nella mitologia delle comete lo occupa quella di Betlemme. In realtà nei Vangeli se ne trova solo una pallida traccia, quando Matteo parla di una stella che avrebbe guidato i Re Magi, ma senza specificare molto. L’idea che fosse una cometa si è seriamente affermata dopo il 1300, e ora non esiste presepe in cui manchi sulla stalla (nella foto 3, L’Adorazione dei Magi di Giotto). Ma cosa fu realmente quel segno dal cielo? Per alcuni si trattò ancora della cometa di Halley, che effettivamente passò vicino alla Terra nell’anno 12 a.C., ma è solo una vecchia ipotesi. In realtà è impossibile dare una risposta, soprattutto perché mancano reali certezze sulla data di nascita di Cristo. E poi, nulla esclude che possa essersi trattato di qualcos’altro, come l’esplosione di una nova (stella di un sistema binario che improvvisamente aumenta in luminosità). La Halley, che torna ogni 76,3 anni, è insomma la regina delle comete. Ma ce ne sono altre celebri da considerare, non necessariamente per la loro bellezza. Il 30 giugno 1908, ad esempio, qualcosa dal cielo colpì la regione di Tunguska (foto 2), in Siberia, causando grande distruzione in una zona disabitata. Secondo alcuni scienziati non fu un asteroide, ma una cometa. Un altro ”suicidio” cometario fu quello della Shoemaker-Levy, che entrò in collisione con Giove nel luglio 1994 (foto 1). La cometa era già passata vicino al pianeta gigante nel 1992, e la sua gravità l’aveva spezzata in 21 parti che poi incontrarono nuovamente Giove per la loro fine ultima. La più bella degli ultimi anni? Sicuramente la Hale-Bopp. Fu visibile a occhio nudo per molto tempo nel 1997.