Guido Romeo, Macchina del Tempo, gennaio-febbraio 2004 (n.1-2), 14 febbraio 2004
Che ciò che le madri mangiano e bevono durante la gravidanza abbia conseguenze durature sulla predisposizione dei figli a cancro, diabete, obesità e depressione è noto da tempo, ma Randy Jirtle, oncologo presso la Duke University, vicino a Washington Dc, negli Stati Uniti, sembra averne finalmento chiarito il meccanismo
Che ciò che le madri mangiano e bevono durante la gravidanza abbia conseguenze durature sulla predisposizione dei figli a cancro, diabete, obesità e depressione è noto da tempo, ma Randy Jirtle, oncologo presso la Duke University, vicino a Washington Dc, negli Stati Uniti, sembra averne finalmento chiarito il meccanismo. La chiave di tutto sarebbero le molecole di metile composte da un atomo di carbonio e tre di idrogeno (CH3) le quali, legandosi ai filamenti di Dna agiscono come degli interruttori in grado di modulare l’espressione dei geni. La metilazione del Dna è condizionata da ciò che un individuo mangia ed è particolarmente attiva nelle fasi di intenso sviluppo cellulare come i nove mesi di crescita dell’embrione.