Severino Colombo, Macchina del Tempo, gennaio-febbraio 2004 (n.1-2), 13 febbraio 2004
I SIMBOLI DELLA SFORTUNA
1. Il diciassette: se scrivete il numero 17 in numeri romani ottenete XVII. Se ne fate l’anagramma avrete: «VIXI» che in latino significa ”vissi”, ”ho vissuto”. Vale a dire che ora sono morto, da cui la valenza negativa.
2. Rompere uno specchio: nell’antichità gli specchi erano considerati sacri perché riflettevano non solo la figura ma, se interrogati, permettevano di conoscere passato e futuro. Romperlo significava distruggere un pezzo della persona stessa.
3. Gatto nero: nel Medioevo il nero era considerato simbolo del male e il gatto nero portava sventura perché agente del diavolo e compagno preferito delle streghe.
4. Passare sotto una scala: pericoloso non solo per il rischio che qualcosa ci cada sulla testa, ma anche per il significato simbolico: rompere il ”triangolo magico” fatto da scala, muro e terra.
5. Iettatore: il ritratto è quello di Totò nel film ”La patente” tratto dal racconto di Pirandello: viene pagato per allontanarsi poiché la sua sola presenza è segno di malaugurio.
6. Aprire l’ombrello in casa: nell’Inghilterra di fine 1600 aprirlo in casa voleva dire portare il ”cattivo tempo” vale a dire sciagure.
7. Il cappello sul letto: nella Spagna del 1600 quando un nobile stava per morire si metteva il suo cappello sul letto.
8. Il colore viola: è legato al mondo dello spettacolo perché nel Medioevo durante la Quaresima nelle chiese venivano messi i paramenti viola e non si poteva fare teatro.
9. Le trombe del Faraone: secondo una leggenda lanciata in Internet il loro suono manda in tilt i computer e telefoni, ma suonate al contrario portano fortuna.
10. Rovesciare olio o sale: entrambi erano in passato elementi essenziali dell’alimentazione nei paesi mediterranei. In quanto beni preziosi si pensava sprecarli portasse sfortuna
11. Gnappo: era una piccola formica che viveva sull’atollo di Mururoa nell’Oceano Pacifico. In seguito agli esperimenti nucleari, secondo una leggenda metropolitana, è divenuta un mutante giallo e rosso, che porta iella.
12. Venerdì: «Né di Venere né di Marte, non ci si sposa e non si parte, né si dà principio all’arte» dice il proverbio. In particolare da temere è la notte del venerdì, in cui la leggenda vuole che le streghe tenessero i loro sabba. Ancora peggio se caade il 17 del mese.
13. Incroci: qualsiasi genere: di gambe, piedi, posate o altri oggetti porta sfortuna. L’origine di queste superstizioni è comune: in epoca medioevale erano infatte considerate un’offesa alla Croce di Cristo.
14. Punte: trovare uno spillo porta fortuna, mentre nel caso di un ago è il contrario. In genere nella tradizione popolare è ritenuto di cattivo augurio regalare oggetti con le punte. Forse la loro negatività è da collegarsi alla possibilità di fare male.