Severino Colombo, Macchina del Tempo, gennaio-febbraio 2004 (n.1-2), 13 febbraio 2004
I SIMBOLI DELLA FORTUNA
1. Quadrifoglio: la sua fortuna è legata due diversi fattori, la sua rarità e la sua forma che ricorda una croce. Ogni foglia rappresenta un significato simbolico: reputazione, ricchezza, salute e amore.
2. Gobba: l’origine è incerta, forse dovuta al fatto che una persona gobba ricorda qualcuno che è curvo sotto il peso di qualcosa che veniva associato a ricchezza e fecondità.
3. Toccare ferro o legno: il ferro rimanda a quello di cavallo. Agli alberi, importantissimi nella cultura contadina, si richiaama la toccatina sul legno aaancopra viva in alcune regioni italiane, in Russia e in Germania.
4. Scongiuro: il più celebre è ”Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio”: una tritura di prezzemolo e finocchio usata nel Meridione in un rituale per allontanare la sfortuna.
5. Ferro di cavallo: ha un’origine militare, cui poi si sono sovrapposte tante altre valenze. Nell’esercito romano solo gli ufficiali andavano a cavallo e la perdita di un ferro dallo zoccolo significava per le truppe sosta e riposo.
6. «In bocca al lupo»: al quale si risponde «Crepi!» è un modo per esorcizzare la paura davanti a un problema.
7. Aquilone: il ”fang huiqi” (scacciare la sfortuna) è una tradizione cinese: su un aquilone si scrivono tutte le cose negative poi lo si fa volare, quindi si taglia il filo.
7. Gatto randagio: in Giappone il portafortuna per eccellenza è il ”maneki-neko” un gatto seduto con al collo un piccolo bavaglio e un campanello, una zampa è sollevata in segno di saluto.
8. Spazzacamino: l’origine non è chiara, ma porterebbe bene toccare uno spazzacamino. Peccato che è sempre più difficile incontrarne uno.
9. Incrociare le dita: è un gesto scaramantico che si compie quando si desidera che qualcosa accada. Sarebbe la stilizzazione del segno della Croce usato dai primi cristiani che non potevano manifestare apertamente la loro fede.
10. Coccinella: un animale legato fin dall’antichità alla dea della bellezza e dell’amore. Non bisogna scacciarla. La fortuna, secondo la saggezza popolare, è direttamente proporzionale ai puntini neri presenti sulle elitre e al tempo in cui resta posata su una mano o un braccio.
11. Tredici: in Italia porta fortuna mentre negli Stati Uniti, in Asia e in Nord Europa è come il ”17” un numero sfortunato. Recentemente, la fama del tredici numero fortunato è stata a lungo collegata alle vincite al Totocalcio.
12. Corno: fin dal Neolitico era simbolo di potenza, virilità e fertilità. Secondo la tradizione il corno deve essere rosso, di corallo e fatto a mano. Va regalato, non comprato.
14. «Che c...!»: l’interiezione ormai popolarissma è forse una variazione di un modo di dire toscano. A Firenze per dire di essere sfortunato si dice «avere sculo» nel senso di farsi male. Da qui, per contrario, sarebbe nata l’espressione «aver c...» per dire «aver fortuna».