Fabio Sclosa, Macchina del Tempo, gennaio-febbraio 2004 (n.1-2), 13 febbraio 2004
I Sabini salutavano i defunti con un banchetto Cinque tombe etrusche intatte del V e IV secolo a.C sono state recentemente portate alla luce dagli archeologi dell’Istituto di studi sulle civiltà italiche e del Mediterraneo antico (Iscima) del Cnr
I Sabini salutavano i defunti con un banchetto Cinque tombe etrusche intatte del V e IV secolo a.C sono state recentemente portate alla luce dagli archeologi dell’Istituto di studi sulle civiltà italiche e del Mediterraneo antico (Iscima) del Cnr. Si trovano nella necropoli di Colle del Forno, presso Montelibretti (Roma) e sono di due tipi: due a fossa e tre formate da una camera sepolcrale preceduta da un corridoio d’accesso, chiamato dromos. E proprio nel dromos i ricercatori hanno trovato numerosi oggetti in ceramica, segno che non rappresentavano il corredo funerario che avrebbe accompagnato il morto nell’aldilà, ma i resti del banchetto tenuto in suo onore prima di chiudere la tomba. Nelle tombe sono anche stati trovati pugnali, spade, lance e manufatti ornamentali che testimoniano i contatti dei Sabini con i popoli confinanti, come gli Etruschi, i Sanniti e i Romani.