MAurizio Crosetti, "la Repubblica" 13/2/2004, pagina 54., 13 febbraio 2004
Grazia, trentasettenne minuta, capelli a spazzola e occhiali, da anni s’innamora soltanto dei calciatori
Grazia, trentasettenne minuta, capelli a spazzola e occhiali, da anni s’innamora soltanto dei calciatori. Il primo, Michel Platini: «Era gentile, ma solo gentile da sopportarmi, ecco». Poi fu la volta di Sergio Brio: «Mi trattava come una bestia, mi faceva sbattere fuori dagli alberghi, mi diceva brutte cose. Io forse esagero, però non faccio del male a nessuno. Mi chiamava Anna Oxa per via dei pantacollant, lei se li era appena messi a Sanremo e io pure li portavo». Modi bruschi anche quelli di Pasquale Bruno, amato mentr’era alla Juve, poi nel Torino e infine anche nella scozzese Hearts of Midlothian: «Diceva che assomiglio alla figlia di Fantozzi. Quando gli sono comparsa davanti ad Aberdeen s’è messo a strillare» (lui si giustifica: «Ogni volta che mi giravo me la trovavo davanti. Persino i miei compagni scozzesi quando la vedevano mi dicevano: "Pasquale, look, la tua fidanzata". Ma io avevo pure famiglia»). Adesso ama l’allenatore Francesco Guidolin: «Ogni tanto da lontano mi fa un cenno. Ma io lo so che è gentilezza e basta». Grazia dice di amarli senza nulla a pretendere: «Non sesso, non soldi. Vorrei solo che accettassero la mia esistenza, il mio amore impossibile e qualche volta i miei regalini». A chi le chiede perché lo faccia, risponde: «Sono masochista, questa è gente di poca cultura e pochissima sensibilità, caratteri tremendi, ma io li amo. Preferisco storie virtuali, gioire per la vittoria del mio amore, soffrire per la sconfitta, cambiare squadra e maglia e città. Mi sento come un calciatore però senza contratto». Adesso le piace mandare gigli: «Mi piace farli trovare direttamente in camera. E’ facile, basta una telefonata al fioraio. Le rose sono così noiose». La sua storia è diventata un romanzo: "Il calcio di Grazia" di Giuliana Olivero per i tipi di Baldini Castoldi Dalai.