Luigi Offeddu, "Corriere della Sera" 12/2/2004 pagina 37., 12 febbraio 2004
Zakopane, paesino polacco ai piedi dei monti Tatra, che ospitò Heinrich Himmler e Karol Wojtyla e dove Lenin progettò la sua rivoluzione, incontrò compagni e spie, fece pic nic con la brutta moglie Nadezhda e la bella amante Inessa
Zakopane, paesino polacco ai piedi dei monti Tatra, che ospitò Heinrich Himmler e Karol Wojtyla e dove Lenin progettò la sua rivoluzione, incontrò compagni e spie, fece pic nic con la brutta moglie Nadezhda e la bella amante Inessa. Lenin arriva nella Galizia polacca nel 1912, esule proveniente da Parigi, accompagnato dalla moglie Nadezhda Kruppskaja: i due prima si stabiliscono a Cracovia, dove ospitano gli Zinoviev, Lev kamenev, Nikholai Bukharin e Stalin. Arriva pure Inessa Armand, «compagna formosa e fragile», già insidiata dalla Tbc, che ogni sera suona al piano la "Patetica" predicando l’impiccagione dei Romanov e l’amore libero. Di lei Nadezhda scriveva: «Traboccava di vitalità, tutto sembrava più dolce e grazioso quando le stavamo vicini». I tre si trasferiscono poi in una casetta di legno a Poronin, due passi da Zakopane: Lenin scrive ogni giorno per la "Pravda", litiga coi «liquidatori» o i «periodisti» rivali nel partito e legge "Anna Karenina" più e più volte. Tra gli altri suoi hobby, caccia, pesca e giri in bicicletta, scalate con chiodi e piccozza, pic nic se c’è il sole. A Poronin resterà un museo Lenin. Solo fino alla caduta del Muro.