Franco Volpi, "la Repubblica" 12/2/2004, pagina 44., 12 febbraio 2004
Immanuel Kant su «la tendenza molto diffusa alle bevande alcoliche e la loro influenza sulla vita intellettuale» (l’Antropologia): «L’ebbrezza taciturna, cioè quella che non ama la società e il mutuo scambio dei pensieri, ha in sé qualcosa di nocivo: di tal genere è quella per oppio e per acquavite
Immanuel Kant su «la tendenza molto diffusa alle bevande alcoliche e la loro influenza sulla vita intellettuale» (l’Antropologia): «L’ebbrezza taciturna, cioè quella che non ama la società e il mutuo scambio dei pensieri, ha in sé qualcosa di nocivo: di tal genere è quella per oppio e per acquavite. Il vino e la birra invece, dei quali il primo è solo eccitante, la seconda più nutriente e quasi sazia come un cibo, producono l’ebbrezza socievole, con la differenza che l’ubriacatura per birra è più chiusa e sognante e spesso anche sguaiata, l’altra è lieta, clamorosa e spiritosamente loquace».