Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2004  febbraio 12 Giovedì calendario

SBARBATI

SBARBATI Luciana Roma 10 maggio 1946. Politico. Eletta alla Camera nel 1992, 1994, 1996, all’Europarlamento nel 1999 e 2004, al Senato nel 2008 (Pri, Pd, dall’aprile 2010 con l’Udc) • «[...] l’unica donna autorizzata – ” e persino regolarmente invitata” – a sedersi con Prodi, Fassino Rutelli e Boselli. [...] ”Sono stata preside di scuola per vent’anni. E non solo [...] Ho anche insegnato, per quattro anni, all’università Cattolica: Psicologia dell’età evolutiva... Insomma, quando si agitano, ho tutti gli strumenti per capire dove vogliono andare a parare. E poi, mio padre... [...] Si chiamava Fortunato, faceva l’operaio, era repubblicano e mi ha sempre ripetuto: nessuno più di te, nessuno meno di te” [...]» (’Corriere della Sera” 2/3/2005) • «Nonno repubblicano, papà repubblicano, zio repubblicano medaglia d’oro della Resistenza. Oronzo Reale era di casa. Sono cresciuta nei circoli: cooperazione, mutuo soccorso, fratellanza repubblicana. Scrivevo di psicologia sulla rivista di Spadolini, Nuova Antologia, è stato lui a offrirmi il seggio nel ’92. ”Una donna ci vuole”, mi disse. Alla Camera eravamo 27. All’inizio facevo la segretaria, verbalizzavo le riunioni. Poi via via che infuriava Tangentopoli venivo promossa. Alla fine ero presidente del gruppo, anche perché gli altri erano quasi tutti inquisiti. I grandi vecchi mi sono affezionati, Mammì viene alle nostre manifestazioni, ad esempio in ricordo della Repubblica romana del 1849; e se ci fossero ancora Spadolini, Visentini, Gualtieri sarebbero al mio fianco, alla Convention”» (Aldo Cazzullo, ”Corriere della Sera” 12/2/2004).