Macchina del Tempo, gennaio-febbraio 2004 (n.1-2), 11 febbraio 2004
Sono un abbonato e sul numero di agosto ho letto che le centrali idroelettriche servono a sopperire i picchi di richiesta d’energia che le centrali termoelettriche non riescono a raggiungere
Sono un abbonato e sul numero di agosto ho letto che le centrali idroelettriche servono a sopperire i picchi di richiesta d’energia che le centrali termoelettriche non riescono a raggiungere. Su quel numero c’è scritto che «l’energia idroelettrica in Italia rappresenta il 7 per cento delle fonti energetiche». Ma poi, sul numero di settembre leggo che «l’energia proveniente dagli impianti idroelettrici è il 33,8 per cento». Qual è l’informazione esatta? Loris Menghini (via e-mail) Risponde l’ufficio stampa Enel: « vero, l’energia idroelettrica prodotta dai grandi bacini montani viene utilizzata per soddisfare le esigenze delle ore di massimo consumo, mentre il grande termoelettrico serve a soddisfare il fabbisogno di base nell’intera giornata. Questo perché l’idroelettrico dei grandi bacini è una risorsa preziosa e immediatamente attivabile; l’energia che deriva dalle centrali idroelettriche (che sfruttano la corrente dei fiumi così come quella geotermica, solare ed eolica), invece, è la prima a essere utilizzata in quanto non ”conservabile”, come l’acqua dei grandi bacini, né attivabile a richiesta. Sui dati relativi alla produzione di energia idroelettrica in Italia va precisato che l’80 per cento dell’energia è generata da impianti termoelettrici e il 20 per cento da fonti rinnovabili. Di questo 20 per cento, il 18 per cento è rappresentato da energia idroelettrica, il restante 2 per cento è suddiviso tra impianti geotermici, eolici e fotovoltaici. La quota di energia da fonti rinnovabili prodotta da Enel è pari all’11 per cento del totale della produzione nazionale. Enel è tra i leader nella produzione di energia da fonti rinnovabili anche a livello mondiale: con una produzione (al netto del pompaggio) di circa 24 miliardi di chilowattora all’anno, Enel evita le emissioni di 7 grandi centrali a olio combustibile e riduce di circa 17 milioni di tonnellate le emissioni annue di anidride carbonica, favorendo così il rispetto degli obiettivi del protocollo di Kyoto da parte del nostro Paese».