Americo Bonanni, Macchina del Tempo, dicembre 2003 (n.12), 10 febbraio 2004
Cento anni fa bastavano due persone per creare una macchina volante. Oggi le cose sono molto più complicate, ma il sogno è rimasto intatto
Cento anni fa bastavano due persone per creare una macchina volante. Oggi le cose sono molto più complicate, ma il sogno è rimasto intatto. Tanto che nel 2002 i laureati in ingegneria aerospaziale sono stati 683 in tutta Italia. Sono il 2,7% dei laureati in ingegneria (25.259), secondo il Centro studi del consiglio nazionale degli ingegneri: una piccola percentuale, che però aiuta l’industria italiana a spiccare il volo. Un certo disegno delle ali potrà dare infatti maggiore manovrabilità e stabilità a un aereo passeggeri, oppure offrire al pilota del piccolo velivolo acrobatico una marcia in più per i suoi azzardi nel cielo. Un motore innovativo significherà risparmio di carburante, meno inquinamento. Infine, una nave spaziale andrà a cercare risposte alle eterne domande sull’Universo. Potenza, eleganza, velocità sono gli ingredienti di questo mestiere. E non è affatto un lavoro facile. Ormai i progetti aeronautici sono così complessi che per realizzarli ci vogliono enormi investimenti e anni di progettazioni. Le idee sbagliate rappresentano perdite enormi in tempo e denaro, ma quelle buone hanno cambiato la faccia del nostro pianeta.