Vito Tartamella, Macchina del Tempo, dicembre 2003 (n.12), 10 febbraio 2004
La speranza, per i paraplegici, di poter comandare con la forza del pensiero gli arti artificiali, ha il nome di Aurora e Ivy, due macachi reclutati dalla Duke University in Carolina (Usa)
La speranza, per i paraplegici, di poter comandare con la forza del pensiero gli arti artificiali, ha il nome di Aurora e Ivy, due macachi reclutati dalla Duke University in Carolina (Usa). Un neurologo, Miguel Nicolelis (foto), è infatti riuscito a fare azionare alle due scimmie un braccio artificiale utilizzando solo un impianto cerebrale. Nel cervello di Aurora e Ivy, alla profondità di un millimetro, Nicolelis ha impiantato elettrodi più sottili di un capello (96 alla prima, 320 alla seconda); poi ha insegnato loro a muovere con un joystick un braccio artificiale che si trovava in un’altra stanza. Le scimmie ne seguivano il movimento sullo schermo di un computer, imparando il legame fra intenzione mentale, comando e risultato. In premio ricevevano un’aranciata. Intanto, un computer individuava quali zone del cervello erano implicate nei movimenti. Poi il joystick è stato scollegato dal braccio meccanico, e in breve tempo le scimmie hanno imparato a muoverlo usando solo la forza del pensiero, ovvero i segnali provenienti dal cervello, raccolti dagli elettrodi ed elaborati da un sistema computerizzato. Aurora e Ivy hanno gli impianti cerebrali da due anni e mezzo e stanno bene: per questo l’équipe di Nicolelis attende il via libera per iniziare la sperimentazione sugli uomini nel 2004.