Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2004  febbraio 10 Martedì calendario

Un sistema computerizzato capace di controllare la fotosintesi delle piante. Un algoritmo che ordina migliaia di dati in pochissimo tempo

Un sistema computerizzato capace di controllare la fotosintesi delle piante. Un algoritmo che ordina migliaia di dati in pochissimo tempo. E un modello matematico per studiare da vicino la vita dei pesci. Non sono le ultime scoperte di attempati scienziati, ma i lavori di tre gruppi di adolescenti: i finalisti italiani della XV edizione dello ”European Union Contest for Young Scientists”, il concorso indetto dalla Commissione europea per i giovani scienziati (dai 14 ai 20 anni) del Vecchio Continente, terminato in settembre a Budapest, in Ungheria. La nazione uscita trionfante è stata la Germania: dei primi tre classificati ex aequo, due erano tedeschi, Jana Ivanidze e Uwe Treske. La prima ha ricevuto il premio (un assegno da 5mila euro) per aver misurato, attraverso tecniche d’ingegneria genetica, il pH interno del reticolo endoplasmatico, un organello cellulare coinvolto nella sintesi proteica. Mentre il secondo ha realizzato un microscopio a scansione a effetto tunnel a basso costo. Il terzo vincitore è stato il diciannovenne ungherese Gábor Németh che ha messo a punto altoparlanti per impianti stereo in grado di sfruttare le proprietà del plasma per trasmettere un suono ad altissima fedeltà. Gli italiani, anche se molto competitivi, sono rimasti a secco di premi. Ma non sembra essere stato un grande problema: «Il livello della gara», spiega Giacomo Pulina, che ha rappresentato i nostri colori con un ”algoritmo di ordinamento” per computer, «era comunque molto alto e abbiamo avuto la possibilità di stringere rapporti e di misurarci con ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo e accomunati dalla passione per l’innovazione e per la scienza, una cosa non da poco». Il progetto di Pulina, che al momento frequenta il secondo anno d’ingegneria al Politecnico di Milano, è finalizzato a una migliore organizzazione dei dati sul pc: «Ogni volta che dobbiamo stilare una classifica, riordinare i volumi di un’enciclopedia messi alla rinfusa su un ripiano o disporre dei dati in modo che siano di comoda consultazione», spiega l’autore, «eseguiamo una serie di operazioni che ci consentono di passare da una configurazione disordinata a una che rispetta un certo criterio. L’insieme di queste operazioni si chiama appunto algoritmo di ordinamento». Il problema del computer, però, è che non ha una visione d’insieme e per mettere in ordine analizza uno per uno i ”volumi dell’enciclopedia”, perdendo così del tempo. «Noi possiamo variare il nostro punto di vista su un problema», continua Pulina, «mentre il computer è costretto ad analizzare i dati da troppo in basso per poter avere un’idea generale di ciò che sta facendo». Questo algoritmo porterebbe un software ad assumere un punto di vista migliore per ordinare in minor tempo molte informazioni. Un impatto visivo senza dubbio più immediato lo può vantare Opale (On-time Photosynthesis Activity Level Examiner), progettato e realizzato da tre ex studenti dell’Istituto tecnico industriale ”A. Malignani” di Udine. è un macchinario composto da un grosso cilindro con dentro una pianta, da un apparecchio (chiamato Irga) in grado di controllare l’attività fotosintetica del vegetale e da un computer che analizza i dati raccolti da Irga. «Nel cilindro», dice Vidoni, uno degli autori, «ci sono sensori che rilevano temperatura, luce, umidità e anidride carbonica». In questo modo è possibile tenere sotto controllo la fotosintesi della pianta. Ma a cosa potrà servire? «Può essere utile in molti campi», assicura Vidoni, «ad esempio nelle coltivazioni estese, per capire quali sono le condizioni ideali da ricreare intorno alla pianta per farla rendere al meglio». Tra elaborazioni numeriche e interesse bio-ecologico sta il terzo progetto italiano, a opera di due diciottenni del liceo scientifico ”L. Respighi” di Piacenza. Il loro modello matematico è capace di calcolare e descrivere le dinamiche all’interno della popolazione di acciughe nel Mar Ligure: «Partendo da parametri come la pesca e le correnti marine», spiegano i due ricercatori, «è possibile stabilire, per esempio, lo sviluppo demografico di questi pesci». Ma perché proprio le acciughe? «Perché svolgono un ruolo importante nella catena alimentare», precisano, «occupano l’anello intermedio tra i microrganismi e i grandi pesci. L’idea è comunque quella di applicare il modello anche ad altri animali marini». Insomma, tre bei progetti che hanno già riscosso molto successo, almeno in Italia. Già, perché prima di arrivare alle finali europee bisogna passare le selezioni nazionali. Nel nostro Paese le organizza la Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche (Fast). Il bando per la prossima edizione è già aperto e scade il 12 marzo 2004. I giovani aspiranti scienziati sono avvisati... Federico Ferrazza