Giovanni De Luna, ཿLa Stampa 10/2/2004;, 10 febbraio 2004
"I corpi dello sport sono stati sempre più associati a un massimo di visibilità, oggetto di un culto officiato da milioni di fedeli, alimentato da riti maniacalmente ripetitivi
"I corpi dello sport sono stati sempre più associati a un massimo di visibilità, oggetto di un culto officiato da milioni di fedeli, alimentato da riti maniacalmente ripetitivi. Esiste un versante distruttivo di questo culto fondato su una pratica dello sport svuotata dall’interno da ogni dimensione ludica e agonistica e che privilegia in chiave totalizzante l’efficienza della propria macchina corporea, gli automatismi robotici di esercizi estenuanti, l’ossessione della prestazione" (Giovanni De Luna).