Cesare Martinetti, ཿLa Stampa 18/1/2004, 18 gennaio 2004
Ni frère, ni mari. «I ”fratelli” barbuti si tengono per mano e circondano le donne con veli e foulard che cantano rabbiose: Ni frère ni mari, le foulard on l’a choisi
Ni frère, ni mari. «I ”fratelli” barbuti si tengono per mano e circondano le donne con veli e foulard che cantano rabbiose: Ni frère ni mari, le foulard on l’a choisi. A guardare da vicino questa manifestazione nel plumbeo pomeriggio di Parigi non si direbbe proprio. Ci sono più maschi (minacciosi) che femmine. Ci sono degli uomini che impediscono alle telecamere di avvicinare le donne e ai giornalisti di fare domande. Suona la Marsigliese per significare che anche col velo vogliono essere ”francesi”. Il massimo del surreale è che a dettare gli slogan nell’altoparlante c’è un truce quarantenne: Ni frère, ni mari... Povere ragazze". La manifestazione, non proprio riuscita, era stata convocata per protestare contro la legge che sarà votata a breve per vietare il velo islamico nelle scuole (ma anche ogni altro segno religioso, la kippah ebraica e una grande croce cristiana). Organizzatore il Partito dei musulmani di Francia (Pmf) di Mohammed Ennancer Latrèche: "L’unica uscita pubblica del Pmf, finora, erano state le elezioni politiche del ’97: 0,92 per cento dei voti. Dopodiché molte manifestazioni propalestinesi ed antisioniste, soprattutto a Strasburgo (dove vive Latrèche) e nelle quali si udivano slogan come ”Mort aux juifs”»