Jérôme Cordelier, ཿLa Stampa 9/2/2004, pagina 9., 9 febbraio 2004
L’Abbé Pierre, 91 anni, confessa con rammarico che nella sua vita non ci sono state la tenerezza e l’affetto e non conobbe mai quello che è normale nelle altre, «la passione per una donna»
L’Abbé Pierre, 91 anni, confessa con rammarico che nella sua vita non ci sono state la tenerezza e l’affetto e non conobbe mai quello che è normale nelle altre, «la passione per una donna». Visse però un’esperienza d’innamoramento in circostanze particolari e con un’intensità tale che se ne ammalò. Aveva 14 anni e sviluppò una passione, «di quelle che non ti fanno più mangiare, lavorare, dormire, senza pensare all’altro», per un compagno di scuola che aveva «una straordinaria voce di soprano, una voce angelica». Non c’era ombra di omosessualità nel suo sentimento, ma il trasporto era tale che fu mandato sei mesi al mare e poi in montagna in cerca di guarigione. Allora un altro ragazzo del collegio, più grande di diciotto mesi, vedendolo in simili condizioni gli scrisse: «Ciascuno fa della sua vita ciò che vuole, qualcuno la trascina nel fango e così ci mostra come renderla ignobile. Approfittiamo della lezione, rendiamo splendida la nostra!». E continuò a scrivere senza tregua finché, a 19 anni, l’abate non entrò in convento.