Mario Baudino, ཿLa Stampa 9/2/2004, pagina 27., 9 febbraio 2004
Nel 1560, Jean Nicot de Vellemain, ambasciatore in Portogallo, inviò a Francesco II e Caterina de’ Medici alcuni semi vantandone le proprietà curative, in particolare delle malattie respiratorie
Nel 1560, Jean Nicot de Vellemain, ambasciatore in Portogallo, inviò a Francesco II e Caterina de’ Medici alcuni semi vantandone le proprietà curative, in particolare delle malattie respiratorie. I contemporanei si entusiasmarono e i medici presero a consigliare le preziose foglie di tabacco come panacea per tutte le malattie, sifilide compresa. I gentiluomini spendevano cifre considerevoli per alimentare le loro pipe, e nonostante le guerre l’Inghilterra comperava tabacco dalle colonie spagnole, perché quello della Virginia non era ancora ritenuto eccellente. Il fumo piaceva pochissimo agli ecclesiasti e ai moralisti, e moltissimo a tutti gli altri, ricchi e poveri.