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 2004  febbraio 09 Lunedì calendario

Il controverso caso di Adriano Sofri (foto sopra), condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio del commissario Calabresi, ma che si proclama innocente e rifiuta di chiedere la grazia perché sarebbe un’ammissione di colpa, fa subito pensare a uno stoico contemporaneo

Il controverso caso di Adriano Sofri (foto sopra), condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio del commissario Calabresi, ma che si proclama innocente e rifiuta di chiedere la grazia perché sarebbe un’ammissione di colpa, fa subito pensare a uno stoico contemporaneo. «Non tutti sono d’accordo nel riconoscere questa posizione a Sofri, ma gli stoici restano ancora oggi un esempio straordinario di coerenza» osserva Sergio Moravia, docente di storia della filosofia all’Università di Firenze «perché stoico è chi paga sulla propria pelle per non rinunciare ai propri principi, ma accettando la propria sorte con serenità. L’esempio più grandioso di questa reazione estrema alle iniquità del mondo è Seneca che, costretto a uccidersi, morì con esemplare dignità e compostezza». Lo stoicismo, fondato da Zenone di Cizio nel 300 a.C. circa, nella ”Stoà Poikilé” (in greco ”il portico delle pitture”), è ancora sinonimo di un comportamento di grande dignità nel linguaggio moderno. Tra tutte le quattro scuole di cui ci siamo occupati lo stoicismo è inoltre l’unica che abbia davvero attecchito a Roma con esponenti illustrissimi quali Seneca, Epitteto e Marco Aurelio. Quest’ultimo non era soltanto un filosofo, ma anche un condottiero, un imperatore che passò a cavallo più di 20 anni del suo regno, combattendo di giorno e scrivendo di notte. Lui stesso, al termine della sua vita, si chiedeva chi fosse stato, un vecchio filosofo o un combattente, come ha mostrato ”Il gladiatore”, recente film di successo con Russell Crowe nella parte del protagonista). Questa doppia vita non era un caso perché fin dalle origini gli stoici mostrarono una grande ammirazione per le figure eroiche. Ammirazione che deriva forse dalla lezione dei cinici di cui rappresentano una continuazione. Tanto che qualcuno definisce lo stoicismo come una fase matura del cinismo. In cosa consiste la dottrina stoica? Lo stoico crede che esista un principio vitale, il ”pneumà”, che vivifica le cose orientandole verso un ordine perfetto. Dunque tutto ciò che accade all’uomo è bene, va accettato come manifestazione di questo ordine con assoluta fermezza d’animo.