Fabio Sclosa, Macchina del Tempo, dicembre 2003 (n.12), 9 febbraio 2004
Sette dei nove trattati di Archimede (287-212 a.C.), alcuni dei quali ancora sconosciuti nella loro versione integrale, sono stati scoperti tra le righe, o meglio sotto le righe, di un breviario del XIII secolo
Sette dei nove trattati di Archimede (287-212 a.C.), alcuni dei quali ancora sconosciuti nella loro versione integrale, sono stati scoperti tra le righe, o meglio sotto le righe, di un breviario del XIII secolo. Il codice in greco bizantino è infatti un palinsesto, ovvero un libro redatto su di un precedente manoscritto dopo averne cancellato con un raschietto il testo. L’amanuense del 1229 aveva utilizzato ogni foglio, ruotato di 90°, come una doppia pagina. Il palinsesto, dopo essere rimasto per secoli nel monastero di San Saba, vicino a Gerusalemme, fu fotografato per la prima volta nel 1906 dal filologo danese J.H. Heiberg. Nel 1998 è stato acquistato all’asta da un collezionista americano che l’anno seguente l’ha affidato al Walters Art Museum di Baltimora (Usa). Qui, dopo una preliminare fase di studi, i ricercatori hanno rimosso la rilegatura del breviario, fotografato i singoli fogli usando una luce ultravioletta e rielaborato poi le immagini al computer. Gli studiosi possono così oggi rileggere l’opera di Archimede in una copia molto attendibile (ha subito solo 4 o 5 passaggi dall’originale) e quasi completa.