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 2004  febbraio 09 Lunedì calendario

Sono dei mammiferi, proprio come noi, ma, rispetto a tutti gli altri, i pipistrelli hanno una marcia in più: sono capaci di volare

Sono dei mammiferi, proprio come noi, ma, rispetto a tutti gli altri, i pipistrelli hanno una marcia in più: sono capaci di volare. Non solo, ma questi animali - detti anche ”chirotteri” - svolgono un ruolo importante nell’ecosistema: alle latitudini tropicali, succhiano il nettare dei fiori, impollinano le piante e contribuiscono alla sopravvivenza delle foreste. Alle nostre latitudini, catturano gli insetti e liberano le calde notti estive da milioni di zanzare. Eppure, nel corso dei millenni, sulle doti dei pipistrelli hanno prevalso le superstizioni e le false credenze, alimentate forse dal loro aspetto un po’ inquietante e dal fatto che sono animali notturni. Anche in Italia, soprattutto in passato, i pipistrelli sono stati perseguitati e uccisi, a migliaia, nelle grotte dove si riunivano per riposare. A partire dagli anni ’50, questi animali hanno dovuto fare i conti anche con i pesticidi, che hanno ridotto e contaminato gli insetti, loro fonte di cibo. L’abbattimento di alberi cavi (in particolare nella Pianura Padana) e la chiusura di cave e miniere abbandonate - tutti luoghi usati come rifugio - hanno fatto il resto e ora molte specie di pipistrelli sono a rischio di estinzione. «L’Italia ne è potenzialmente ricca», fa notare Adriano Martinoli, coordinatore del Gruppo italiano di ricerca sui chirotteri, «nel nostro Paese ce ne sono oltre trenta tipi diversi, più o meno la totalità di quelli presenti in Europa e, fra i mammiferi italiani, i chirotteri sono il gruppo rappresentato dal maggior numero di specie. Negli ultimi tempi ne sono state scoperte di nuove, come ad esempio il Plecotus sardus, che vive appunto in Sardegna». «Tuttavia» continua l’esperto «il numero di pipistrelli da qualche decennio è in forte diminuzione e anche le specie italiane sono ormai minacciate». A loro difesa, quest’anno il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge per aderire all’accordo europeo sulla conservazione dei chirotteri, l’European bat agreement, che era stato firmato a Londra già nel 1991. «In questo modo» spiega Martinoli «anche in Italia si potranno seguire strategie di conservazione a livello europeo, un vantaggio soprattutto per le specie migratrici, che spostandosi da un Paese all’altro, senza tenere conto dei confini geografici, hanno bisogno di protezioni uniformi».