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 2004  febbraio 09 Lunedì calendario

Ogni giorno, mediamente, oltre duecento ”ospiti” mangiano, dormono, crescono, si accoppiano e mettono su famiglia sotto il nostro tetto

Ogni giorno, mediamente, oltre duecento ”ospiti” mangiano, dormono, crescono, si accoppiano e mettono su famiglia sotto il nostro tetto. Alle volte, senza nemmeno che ce ne accorgiamo: perché i nostri coinquilini possono essere piccoli piccoli, anche invisibili a occhio nudo. Ad affollare le stanze di casa, oltre a mosche e zanzare, microscopici acari che banchettano con le scaglie della pelle umana, pesciolini d’argento (insetti che divorano i libri), centopiedi e millepiedi che passeggiano tra la polvere, ragni che tessono infaticabilmente lunghissime tele, farfalline che spiccano il volo dalla farina e dalla pasta, tarme che bucherellano i vestiti. La speciale classifica dei più assidui frequentatori di casa è stata stilata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Madrid che, qualche tempo fa, ha effettuato un censimento davvero particolare: l’indagine riguardava gli ”abitanti” di 65 appartamenti diversi, particolarmente puliti o in cattive condizioni igieniche, con giardino o con balcone, a un piano basso o alto, in un quartiere chic o popolare, in città o in campagna. E in tutto sono stati rilevati ben 14mila invertebrati, appartenenti a 23 ordini diversi. Tra di loro si stabiliscono le più crudeli e appassionanti relazioni: predatori e prede configurano un vero e proprio ”ecosistema domestico”, di cui noi stessi facciamo parte. Gli acari, ad esempio, si nutrono di derivati epiteliali: forfora e scaglie di pelle. Ognuno di noi, ogni notte, lascia nel proprio letto 200 mg di cheratina, sotto forma di squame, sufficiente a nutrire mille acari per un mese. Le cimici, come le zanzare, si nutrono del nostro sangue: si lasciano guidare dall’olfatto e dalla temperatura del corpo e, appena individuano la loro vittima, nottetempo e a luci spente, si gettano decise su polsi, collo e caviglie, dove la pelle è più sottile. I centopiedi, invece, sono dei feroci predatori, con formidabili mandibole tritatutto. Brutti ma tutto sommato utili, perché catturano altri piccoli insetti, come i ragni. Tra le loro vittime preferite ci sono i collemboli, gruppi di artropodi molto diffusi, minacciati anche da altri coinquilini. « stato accertato un abbassamento del popolamento dei collemboli all’aumentare di quello degli acari», afferma in una ricerca Patrizia Dall’Ara, del Gruppo di entomologia dell’Università di Padova, indicando gli altri possibili aggressori: millepiedi, ragni e pseudoscorpioni. Questi ultimi non devono essere confusi con gli scorpioni, a cui assomigliano: hanno un veleno non pericoloso per l’uomo e si nutrono anche di acari. A caccia di afidi, pidocchi delle piante, si aggirano sui balconi le forbicine, che amano pure le piante. Alcuni dei nostri ospiti, invece, sono del tutto vegetariani: il moscerino dell’aceto, ad esempio, si nutre di cibi in fermentazione come frutta, vino o birra. L’ecosistema domestico non riscuote simpatie nei padroni di casa. «Le popolazioni di un insetto innescano, in genere, un senso di repulsione», afferma Piero Baronio, professore del Dipartimento di scienze e tecnologia agroambientale della facoltà di agraria dell’Università di Bologna, autore di uno studio, con il ricercatore Fabrizio Santi, su un animaletto rossastro di pochi millimetri: Arocatus melanocephalus che, all’improvviso, ha invaso le case dei modenesi. «Per lunghi periodi è rimasto nascosto nei luoghi più impensati, destando nelle persone, ogni volta che se lo trovavano di fronte, una reazione che mescolava al disgusto un comportamento di panico, concretizzato nella corsa all’insetticida, per annientare tutti gli animaletti», aggiungono i due studiosi. Ogni anno, in Italia, si spendono oltre 90 milioni di euro per insetticidi. «Nell’immaginario collettivo», spiegano Baronio e Santi, «l’insetto appare come un mostro da sterminare, soprattutto quando vuole coabitare in casa. vero gli insetti non sono mai stati tanto teneri con l’uomo, perché distruggono il suo operato e sono una calamità problematica quando lo attaccano direttamente con i loro veleni, ma soprattutto con la subdola azione di trasmettere microorganismi che ne minano la salute». La mosca, ad esempio, è particolarmente pericolosa come trasportatore di germi delle più svariate malattie: dissenteria, diarrea e febbre tifoidea sono sempre in agguato quando si posa sul cibo. Il suo alimento e il suo ambiente preferito, d’altra parte, sono il letame in fermentazione, le feci umane e, in generale, le sostanze organiche in decomposizione. Altrettanto pericoloso è lo scarafaggio o blatta: morfologicamente è predisposto a raccogliere germi e sporcizia che trova sul suo cammino. Con le zampette spinose, il corpo piatto e le antenne trasporta microbi, che dissemina anche attraverso le feci e i rigurgiti. La leggera dissenteria che colpisce alle volte dopo aver mangiato in un luogo pubblico, può essere causata anche dal cibo poco fresco, ma più probabilmente da una incursione notturna di blatte sul pane, sul cibo non protetto o sulle stoviglie. Il rischio, oltre alla gastroenterite, è la salmonellosi. La pulce, invece, trasmette la tenia agli animali domestici, mentre l’acaro è la principale causa di allergie respiratorie nel mondo. E quando non minano la salute, gli animaletti che vivono sotto il nostro tetto saccheggiano la casa: i tarli scavano gallerie in mobili, travi e parquet; le tarme dei vestiti fanno scorpacciate di lana, lasciando buchi negli abiti custoditi nell’armadio; i pesciolini d’argento divorano letteralmente i libri; le tignole, soprannominate semplicemente farfalline, infestano gli scaffali dove sono custoditi pasta, riso, biscotti, cioccolato e noci. Ricorrere a dosi massicce di insetticida non sempre si rivela una soluzione efficace al problema. Innanzitutto, serve un’accurata pulizia: eliminare spesso la spazzatura, per scoraggiare la visita del porcellino di terra e del collembolo; spolverare frequentemente le camere, per togliere le tele del ragno; lavare frequentemente, ad alta temperatura, materassi, coperte e biancheria del letto, per sconfiggere l’acaro, e tutti gli abiti degli armadi, per dissuadere la tarma; aerare i locali: molti animaletti, come la cimice, muoiono per gli sbalzi di temperatura o quando vengono meno le condizioni ideali di umidità. Poi, è necessario sigillare il cibo: in questo modo, si toglie qualsiasi attrattiva per la mosca, si evita la proliferazione del moscerino dell’aceto e l’infestazione di tutta la dispensa da parte della tignola. Per alcuni ospiti particolarmente agguerriti si deve attuare un’apposita strategia. Con la formica, non serve ricoprire d’insetticida in polvere gli esemplari in fila: perché gli altri sentono l’odore fastidioso e stanno alla larga. Bisogna, invece, individuare il formicaio e distruggerlo, eliminando la regina. Quanto alla blatta, l’intervento deve essere ad ampio raggio, a caccia del nido: non solo in tutto l’appartamento, ma anche nel condominio o, addirittura, in un intero isolato. Per l’attacco del tarlo, ci vuole un rimedio drastico: un gas tossico. Nonostante questi accorgimenti, non è comunque assicurato lo sfratto di tutti gli ospiti che, nelle case, trovano le condizioni ideali di vita: tanto cibo, ambienti accoglienti, nicchie in cui nascondersi lontano dalle grinfie dei coinquilini nemici. Anche dei padroni di casa. Patrizia Longo