Cinzia Gatti,Macchina del Tempo, dicembre 2003 (n.12), 9 febbraio 2004
«Rinvenire analogie tra il nostro agire e quello degli altri animali è rischioso»: così il celebre etologo Danilo Mainardi avverte i lettori nel suo ultimo libro ”Arbitri e galline” (Mondadori)
«Rinvenire analogie tra il nostro agire e quello degli altri animali è rischioso»: così il celebre etologo Danilo Mainardi avverte i lettori nel suo ultimo libro ”Arbitri e galline” (Mondadori). Tuttavia, aggiunge, esistono comportamenti che accomunano le specie. Ecco alcuni esempi curiosi. Parole. «Il cercopiteco verde possiede tre segnali d’allarme che vengono correttamente interpretati dai compagni del gruppo. Se nella sua lingua emette un segnale che significa ”leopardo”, tutti scappano su un albero; se ne emette un altro ben definito che vuol dire ”pitone”, gli altri esplorano tra l’erba; se dice ”aquila”, scrutano il cielo». Bugie. «C’è la pittoresca messinscena di un serpente nordamericano Heterodon nasicus (...). Di fronte alla minaccia di un predatore, il rettile si immobilizza rovesciato sul dorso, con la bocca spalancata e l’apertura cloacale estrusa (...). Nel contempo emette un odore fetido che rende ancora più efficace l’effetto cadaverico. Non vi è dubbio però (...) che il mentitore più ingegnoso sia l’essere umano». Guerre. «Certe formiche sono persino predisposte ad assumere il ruolo di kamikaze. Nella specie Camponatus saundersi alcuni individui sono programmati per divenire bombe ambulanti. Sono infatti dotati di due enormi ghiandole gonfie di secrezioni tossiche (...). Durante i corpo a corpo, contraggono (...) i muscoli addominali e le secrezioni vengono spruzzate sugli avversari che muoiono ma (...) i kamikaze immolano se stessi».