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 2004  febbraio 09 Lunedì calendario

Vive a Parigi, circondato da migliaia di libri e tanti robot marziani a fargli compagnia. Pierre Lagrange, 39enne francese, è oggi associato al laboratorio d’antropologia e storia sull’istituzione della cultura (Lahic) del Cnr francese

Vive a Parigi, circondato da migliaia di libri e tanti robot marziani a fargli compagnia. Pierre Lagrange, 39enne francese, è oggi associato al laboratorio d’antropologia e storia sull’istituzione della cultura (Lahic) del Cnr francese. Da anni però s’è specializzato in parascienze e ha scritto libri su alcuni argomenti controversi, da Roswell a Nostradamus. Collabora con molte testate, ma diventerà famoso anche in Italia visto che è il primo (con Hélène Huguet) ad aver scritto una guida turistica di Marte per programmare una fantascientifica vacanza sul Pianeta rosso. Lo abbiamo intervistato. Come le è venuta l’idea di scrivere una guida su Marte? Si pubblicano guide sui posti più impensati ed ero stupito che a nessuno fosse ancora venuto in mente di scriverne una su Marte. Conosciamo molto bene il Pianeta rosso, c’è tutto il materiale necessario: carte, dati meteorologici, storia. Anche se rimangono tante domande inevase. Un esempio: ancora non sappiamo se quella che vediamo su Marte è veramente sabbia. Comunque, l’idea mi sembrava buona, notizie ce n’erano e così ho deciso di scrivere un libro serio e allo stesso tempo divertente. Qual è stata la difficoltà più grande? Trasformare i dati scientifici in spiegazioni comprensibili e divertenti. Ma sono soddisfatto: la mia opera è stata ben accolta anche dagli scienziati. Perché non ha scritto una guida sulla Luna? Perché la Luna la conosciamo già! Da almeno un secolo Marte l’ha sostituita nell’immaginario collettivo. Coi primi telescopi abbiamo speculato sulle forme di vita marziane. Chi ha mai sentito parlare dei seleniti (abitanti della Luna, ndr)? Si parla solo e sempre dei marziani. Crede davvero al turismo su Marte? Tecnicamente è possibile, il vero problema sono i costi. Per giustificare la spesa dobbiamo inventarci un buon motivo per partire. è una questione politica. Ci sono appassionati pronti a partire subito: quelli della Mars Society s’allenano alla vita marziana tra i ghiacci del Devon in Canada o nei deserti dello Utah (Stati Uniti). Ma ci sono ancora grandi ostacoli. Quali sono i pericoli più gravi? La cosa che più spaventa, e a ragione, è la durata del viaggio (6-9 mesi). Nell’astronave, inoltre, non c’è gravità e il corpo in questa condizione s’indebolisce: i muscoli perdono massa, le ossa sono soggette a osteoporosi, il sistema immunitario diventa più vulnerabile. E all’andata, sul Pianeta rosso, non ci sarà nessuno ad aiutare i primi arrivati. Altro problema, è l’impossibilità d’un rapido rientro se qualcosa dovesse andare storto. E, per finire, una volta arrivati bisogna combattere con la micropolvere: s’infiltra dappertutto, manda in blocco i circuiti, entra nei tubi... e ancora non sappiamo se e quanto è tossica per l’uomo! Come per i viaggi sulla Luna, bisogna schermare l’astronave contro le radiazioni cosmiche e portarsi cibo, acqua, ossigeno, energia... ma in quantità molto maggiori. Com’è l’ambiente di Marte? Molto ostile: la temperatura media è di -65 °C (sulla Terra è 15 °C). Fa più caldo nell’emisfero Sud: -23 °C a mezzogiorno d’estate, ma d’inverno si scende a -110 °C: ai poli, comunque, si scende fino a -150 °C. Ecco perché è indispensabile indossare una tuta che protegga dal freddo e dai raggi ultravioletti cancerogeni, 600 volte più potenti che sulla Terra. Qual è l’attrattiva turistica di Marte? Pur essendo due volte più piccolo della Terra, Marte offre un paesaggio vario: altipiani, crateri, pianure, monti, dune di sabbia, campi di lava. E colori stupendi, con tonalità che vanno dal marrone all’arancio. Tutto sotto un cielo color salmone, da cui si vedono le due lune, Phobos e Demos. Insomma, un paesaggio veramente alieno. Quali sono i suoi itinerari preferiti? Innanzitutto la spedizione sul monte Olimpo (Olympus Mons), poi l’esplorazione della valle Marineris (Valles Marineris) e della pianura di Cydonia, il giro di Marte in 80 giorni e la passeggiata ai Poli. L’ascensione del monte Olimpo non è faticosa ed è interessante perché, anche senza essere scalatori, s’arriva a una grande altezza. La pendenza è dolce e grazie a una forza di gravità più blanda, su Marte pesiamo circa un terzo del peso sulla Terra. Arrivati in cima si vedono le stelle: il posto ideale per mistici o astronomi. Kim S. Robinson, scrittore di fantascienza, nella raccolta ”Les martiens” ha immaginato un tempio di monaci buddisti proprio sulla cima di Olympus. E la valle Marineris? A meritare di più è la valle di Louros, simile al Grand Canyon. Visitare la pianura di Cydonia ha invece un interesse più che altro storico. Una delle colline di Cydonia ha creato un caso: quella che dalla Terra si credeva una costruzione a forma di viso (la ”faccia” di Marte), e invece era solo un gioco d’ombre. Il polo Nord, infine, piacerà gli amanti dello sci di fondo. A Sud, invece, la neve non è d’acqua, ma è anidride carbonica ghiacciata, non un granché per chi scia. Giro di Marte in 80 giorni: un omaggio a Jules Verne? Sì, sarebbe una spedizione lussuosa, in dirigibile e merita perché si vedono i White Rock, le dune di sabbia di Syrtis Major, la Monument Valley marziana e l’Elysium Mons. Tra di noi ci sono i futuri abitanti di Marte? Sì, è molto probabile che nell’ultima generazione si trovino quelli che calpesteranno il suolo di Marte. Sembra idealizzare Marte: se dovesse andarci rischia di essere deluso... Viaggiare è andare incontro all’Altrove, aprirsi al mondo e alle sue differenze, senza preconcetti. E parlando di Marte, l’ultima cosa che rischio è rimanere deluso. Certo, il giorno in cui i marziani si presenteranno all’appuntamento il confronto sarà completo. Ma per questo bisognerà andare oltre... e come minimo io dovrò scrivere un’altra guida. Adélaïde Robert-Géraudel