Americo Bonanni,Macchina del Tempo, dicembre 2003 (n.12), 9 febbraio 2004
Il suo nome, Nozomi, significa ”speranza”, ed è quantomai azzeccato. La sonda giapponese partì verso Marte il 4 luglio 1998
Il suo nome, Nozomi, significa ”speranza”, ed è quantomai azzeccato. La sonda giapponese partì verso Marte il 4 luglio 1998. L’accensione difettosa del motore la portò su una traiettoria sbagliata, ma gli ingegneri dell’Agenzia spaziale giapponese riuscirono a guidarla verso una rotta di emergenza. Ci avrebbe messo molto più tempo, ma sarebbe comunque arrivata a destinazione. A confermare il detto che le disgrazie non vengono mai sole, la sonda fu investita durante il suo tragitto anche da una dose spaventosa di radiazioni causate da alcune esplosioni solari. Riportò danni molto seri a diversi sistemi di bordo. Ora si sta avvicinando a Marte, e dovrebbe entrare in orbita il 1° gennaio. Ma ha poca energia elettrica e poco carburante. Ce la farà ad accendere il motore per frenare ed essere catturata dalla gravità del pianeta? Nessuno può saperlo, ma in molti preferirebbero lasciarla andare alla deriva nello spazio. La Nozomi, infatti, potrebbe precipitare su Marte durante la manovra di avvicinamento, e questo sarebbe un guaio perché non è stata sterilizzata: potrebbe portare batteri terrestri sul pianeta, contaminando l’ambiente. Ma se tutto andrà bene, la sonda resterà attorno al pianeta per studiarne l’atmosfera.